GitHub, progetti open source in salvo tra i ghiacci dell'Artico

In vista dell'Apocalisse.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-11-2019]

Github Open source preservation

Non sono soltanto i singoli programmatori a preoccuparsi di come ricostruire la tecnologia dopo un'eventuale apocalisse (nucleare, climatica, o per qualsiasi altra causa).

Anche grandi aziende come GitHub (da qualche tempo diventata proprietà di Microsoft) ci stanno pensando. Nel caso specifico di GitHub, la preoccupazione è che il codice open source oggi ospitato dalla piattaforma sia ancora disponibile dopo il disastro.

A questo scopo, il CEO Nat Friedman ha dato il via all'inizio di quest'anno al progetto Arctic Code Vault, che ora è in piena attività e utilizza una miniera di carbone abbandonata nelle isole Svalbard, in Norvegia, come luogo sicuro in cui far sopravvivere i software.

La scelta della miniera nordica non è casuale: essa ospita infatti già la Svalbard Global Seed Vault, dove sono custoditi i semi delle coltivazioni più importanti che potranno rivelarsi utili per far ripartire l'agricoltura.

All'interno della cripta di GitHub non ci sono memorie flash o hard disk. I codici sono invece registrati su bobine di microfilm realizzato con una pellicola estremamente resistente, la cui durata è stimata in 750 anni in condizioni normali e addirittura 2.000 anni in una zona fredda e con poco ossigeno quale la miniera norvegese.

Le bobine vengono conservate in 200 container, e ogni container ospita 120 Gbyte di codici open source.

I primi codici che hanno avuto l'onore di essere inseriti nel progetto sono stati il kernel Linux e il sistema operativo Android, ma la lista completa comprende oltre 6.000 progetti a sorgente aperto. L'obiettivo finale è includere tutti i repository attivi su GitHub entro il 2 febbraio 2020.

Github Open source preservation2
Github Open source preservation3

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 14)

Gli resterà solo l'hardware :P Leggi tutto
22-11-2019 19:55

@janez Personalmente ritengo che le stime da parte delle superpotenze che hanno arsenali nucleari siano sempre molto aggiornate e attente solo che, con ogni probabilità, non vengono rese note al di fuori degli ambienti militari. Sempre per quello che possono valere, in caso di altri tipi di catastrofe non so nemmeno se siano mai state... Leggi tutto
22-11-2019 18:04

Anche fosse, a quei tempi le bombe termonucleari le avevano in due. Adesso sono parecchi di più, e a quanto mi risulta, uno più scemo dell'altro. Forse quelle stime vanno rifatte, anche se il risultato di questa stima credo si possa fare anche "a occhio" 8-[
22-11-2019 13:52

Al tempo della guerra fredda, se non ricordo male, erano state fatte considerazioni e simulazioni delle aree che potevano essere meno colpite in caso di guerra termonucleare. Se non ricordo male si teneva conto sia delle fasi iniziali di guerra ipotizzando le zone più colpite dagli ordigni e dei conseguenti fallout radioattivi in... Leggi tutto
21-11-2019 18:55

"In vista dell'Apocalisse"... ecco , appunto, salviamo il software e poi dove lo facciamo girare? Chi li mette al sicuro i computer, le varie periferiche, le centrali elettriche, le teste che lo dovranno usare... Ah già avremo le iClave ecologiche con App dedicate e lettore di impronte contro l'utilizzo inappropriato. Ma daiii!... Leggi tutto
21-11-2019 14:08

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