Green pass, niente foto sui social network

Anche il Garante Privacy avverte di non pubblicare il vostro codice QR.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-06-2021]

Da qualche giorno parecchie persone hanno cominciato a festeggiare l'arrivo dei certificati Covid digitali, quelli dotati di codice QR, pubblicandone le immagini sui social network. È una pessima idea, come dice bene l'avvocato Guido Scorza, componente del Garante della Privacy italiano.

Come al solito, in questi casi arrivano le obiezioni: ma tanto il certificato contiene solo il nome e il cognome e la data di nascita (non è vero), ma cosa vuoi che se ne facciano dei miei dati, eccetera eccetera.

Chiarisco come stanno realmente le cose: il Garante della Privacy italiano ha tweetato che

garante greenpass

Sempre l'avvocato Scorza scrive su Agendadigitale.eu che il codice QR "è una miniera di dati personali invisibili a occhio nudo ma leggibili da chiunque avesse voglia di farsi i fatti nostri....Chi siamo, se e quando ci siamo vaccinati, quante dosi abbiamo fatto, il tipo di vaccino, se abbiamo avuto il Covid e quando, se abbiamo fatto un tampone, quando e il suo esito e tanto di più."

Infatti è vero che l'app usata dai verificatori (Covid Check per Android e iOS in Svizzera; VerificaC19 per iOS e Android in Italia) visualizza soltanto nome, cognome e data di nascita, ma il codice QR contiene molte più informazioni, che possono essere lette prendendole dalle foto postate sui social network e usando appositi programmi di analisi, che sono già in circolazione e sono facili da realizzare, visto che le specifiche del contenuto dei codici QR sono ovviamente e necessariamente pubbliche e il codice sorgente delle app di verifica è altrettanto necessariamente aperto. Questo contenuto è descritto in dettaglio su Dday.it.

Pubblicare queste foto sui social consente ai malintenzionati di fare raccolta di massa di dati sanitari. Come spiega Guido Scorza, questi dati consentono di "desumere che la persona ha patologie incompatibili con la vaccinazione o è contraria al vaccino. E di qui negare impieghi stagionali, tenere lontani da un certo luogo, insomma per varie forme di discriminazione. O anche per fare truffe mirate o per fare profilazione commerciale. Immaginiamo la possibilità che questi dati finiscano in un database venduto e vendibile."

Immaginate, giusto per fare il primo esempio che mi viene in mente, un truffatore che vi telefona a casa e si spaccia per un operatore sanitario e si rende credibile recitandovi il vostro nome e cognome, la data di nascita e quando avete fatto la vaccinazione e con quale vaccino. A quel punto probabilmente vi fiderete di qualunque cosa vi chieda di fare. Pensate anche ai vostri familiari o genitori, che magari non sono smaliziati quanto voi.

Non solo: "questa prassi potrebbe facilitare la circolazione di QR-Code falsi che frustrerebbero l'obiettivo circolazione sicura perseguito con i green pass."

Insomma, le aziende che sviluppano i software sanitari e queste app anti-Covid si fanno in quattro per rispettare tutte le normative e proteggere i dati degli utenti, e tutto questo lavoro rischia di essere stato fatto invano perché sono gli utenti stessi a spiattellare i propri dati su Internet.

Avete ricevuto il "green pass"? Buon per voi. Ditelo e basta; non c'è bisogno di postare una foto. Ci crediamo.

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Paolo Attivissimo

(C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net.
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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 7)

Sì ma, a prescindere da tutto, a che serve pubblicare il proprio Green Pass sui social se non a dimostrare in pieno la propria dabbenaggine e vacuità mentale?
29-6-2021 18:50

E' proprio questo il punto: a dispetto del tweet del garante (che, ripeto, farebbe bene ad occuparsi seriamente di altre e ben più gravi violazioni della privacy) secondo l'articolo di Dday.it citato dal buon Paolo: "Dentro quel QRCode enorme non c'è nulla di strano. Non c'è scritto se abbiamo problemi di salute, se ci sono... Leggi tutto
29-6-2021 09:29

Conosco due cose infinite, l'universo e la stupidità umana, ma non sono sicuro della prima. (A. Einstein)
29-6-2021 09:12

{inqbo01}
forse mi sfugge qualcosa, data la mia scarsa intelligenza ma, a parte la stupidità di pubblicare la foto del QR code sui social nonchè l'atto eroico da libro Cuore della vaccinazione non sarebbe meglio che il QR code non riportasse dati sensibili che potrebbero invece essere reperiti con altri meezzi da chi avesse necessità e... Leggi tutto
28-6-2021 18:55

Premesso che se uno vuol rendere noti dati medici tutto sommato banali e innocui come data, modalità e tipo di vaccinazione il problema è solo ed esclusivamente suo, mi chiedo perché il Garante, invece di perdere tempo a difendere gli idioti dalla loro stessa idiozia (impresa destinata al fallimento) non si occupi con altrettanta... Leggi tutto
28-6-2021 11:14

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