Smart working: dall'emergenza alla normalità

Firmato l’accordo tra Governo, sindacati e imprese.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-12-2021]

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Dopo i Dpcm che come misura di emergenza per prevenire il contagio Covid rendevano obbligatorio lo smart working per decine di milioni di impiegati e tecnici del settore pubblico e privato, sindacati e imprese sono giunti a regolamentare con il Governo, attraverso un accordo interconfederale, lo smart working o "lavoro agile", modalità del rapporto di lavoro subordinato che si differenzia dal cosiddetto telelavoro per una maggiore autonomia dei tempi di lavoro e del luogo di lavoro stesso che non deve essere per forza fisso, ad esempio nel domicilio del lavoratore, e deciso o comunicato al datore di lavoro.

Lo smart working potrà essere scelto liberamente dal lavoratore che non potrà subire ritorsioni come licenziamento, demansionamento, riduzione del salario in caso di rifiuto e tantomeno differenze peggiorative rispetto al lavoro in sede. I contratti nazionali e aziendali dovranno stabilire delle fasce orarie e il tempo complessivo a giornate della prestazione in smart working.

Il posto di lavoro scelto dovrà comunque rispettare le normative di igiene e sicurezza del lavoro, il lavoratore in smart working dovrà godere dei diritti sindacali, per la maternità, per la legge 104 come gli altri lavoratori. Anche il Pc dovrà essere fornito dal datore di lavoro e nel caso sia consentito l'uso di un Pc o altro device di proprietà del lavoratore dovrà essere garantita la sicurezza dei dati.

Gli accordi sindacali dovranno anche prevedere il cosiddetto diritto alla disconnessione in cui il lavoratore non dovrà essere contattato dal datore di lavoro o comunque non dovrà dare seguito a questi messaggi o disposizioni.

È importante che nonostante la recente divisione fra sindacati e con il Governo di una parte del sindacato sulla politica economica e fiscale, si sia raggiunto questo accordo unitario a cui le parti sociali lavoravano da tempo.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

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Wangari Muta Maathai, vincitrice nel 2004, convinta che il virus HIV sia stato creato in laboratorio e sfuggito per errore.
Barack Obama, vincitore nel 2009, appena eletto presidente degli USA.

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