Euro digitale, svolta a Strasburgo: via libera alla doppia versione online e offline



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-02-2026]

La decisione del Parlamento europeo di sostenere una doppia versione dell'euro digitale, utilizzabile sia online sia offline, modifica in modo significativo il quadro politico e tecnico del progetto di moneta digitale della Banca centrale europea. Il voto sugli emendamenti inseriti nella risoluzione annuale sulla BCE segna un cambio di rotta rispetto alle prime ipotesi, che prevedevano un modello centrato sui pagamenti offline, e rafforza la posizione della Banca Centrale Europea, da tempo favorevole a un'architettura a doppio binario.

Gli emendamenti approvati chiariscono che l'euro digitale dovrà essere progettato per garantire accesso universale ai pagamenti, continuità operativa anche in assenza di connessione e interoperabilità con i sistemi esistenti. La versione offline è pensata per replicare alcune caratteristiche del contante, come la possibilità di effettuare transazioni dirette tra dispositivi senza passare da un server centrale, mentre la versione online consentirà pagamenti istantanei e integrazione con servizi digitali avanzati. Il voto non ha valore legislativo vincolante, ma rappresenta un segnale politico. La maggioranza trasversale che ha sostenuto gli emendamenti indica un consenso crescente verso l'idea di una moneta digitale pubblica, in grado di ridurre la dipendenza europea da circuiti di pagamento privati e non europei. La BCE ha più volte sottolineato che l'euro digitale non sostituirà il contante, ma lo affiancherà come strumento complementare, con l'obiettivo di rafforzare la sovranità monetaria dell'Unione.

La presidente Christine Lagarde, intervenuta alla vigilia del voto, ha ribadito che l'assenza di un'infrastruttura europea per i pagamenti digitali espone il continente a rischi strategici. Senza un euro digitale, ha affermato, l'Europa potrebbe diventare dipendente da soluzioni tecnologiche e piattaforme di pagamento controllate da attori extra‑UE, con implicazioni dirette sulla capacità di attuare politiche monetarie e sulla resilienza del mercato unico. Gli emendamenti approvati includono riferimenti espliciti alla necessità di garantire inclusione finanziaria. La crescente digitalizzazione dei pagamenti, se lasciata esclusivamente a operatori privati, rischia di creare nuove forme di esclusione per cittadini ed esercenti. La possibilità di utilizzare l'euro digitale offline è considerata una misura essenziale per assicurare accesso anche in aree con connettività limitata o per utenti privi di strumenti bancari tradizionali.

Il Parlamento ha evidenziato che l'euro digitale dovrà contribuire a ridurre la frammentazione dei pagamenti al dettaglio, un problema che negli anni ha ostacolato la piena integrazione del mercato unico. La presenza di sistemi nazionali eterogenei e la dipendenza da circuiti internazionali hanno limitato la competitività europea nel settore dei pagamenti digitali, rendendo necessario un intervento strutturale a livello comunitario. Il progetto prevede che la versione online dell'euro digitale supporti pagamenti istantanei, integrazione con wallet digitali e compatibilità con servizi finanziari innovativi. La versione offline, invece, richiederà dispositivi in grado di memorizzare in modo sicuro il valore digitale e di effettuare transazioni peer‑to‑peer, con meccanismi di sicurezza che impediscano duplicazioni o manipolazioni del saldo. La BCE sta lavorando a soluzioni hardware e software che garantiscano protezione anche in assenza di rete.

Il voto del Parlamento arriva dopo mesi di stallo politico, dovuti a divergenze tra gruppi parlamentari e preoccupazioni legate alla privacy. Alcuni deputati temevano che l'euro digitale potesse introdurre forme di tracciamento eccessivo delle transazioni. Gli emendamenti approvati ribadiscono invece che la privacy dovrà essere garantita a livelli almeno equivalenti ai sistemi di pagamento attuali, con particolare attenzione alle transazioni offline, che dovranno essere progettate per minimizzare la raccolta di dati personali.

Il progetto legislativo vero e proprio è ancora in discussione presso la Commissione ECON, che dovrà definire i dettagli tecnici e normativi. La BCE ha indicato il 2028 come possibile data di avvio operativo, con una fase pilota prevista per il 2027. La prima emissione potrebbe arrivare nel 2029, a seconda dell'esito dei negoziati e della capacità degli Stati membri di implementare le infrastrutture necessarie. Il sostegno politico ottenuto in Parlamento rappresenta un passo avanti significativo, ma il percorso resta complesso. La definizione delle regole per la gestione dei portafogli, la sicurezza delle transazioni offline, il ruolo delle banche commerciali e la governance dell'infrastruttura saranno temi centrali nei prossimi mesi. L'esito di questo processo determinerà se l'euro digitale potrà diventare uno strumento competitivo e ampiamente adottato nel panorama dei pagamenti europei.

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