Verifica dell'età, l'UE valuta restrizioni alle VPN

Troppi minori le usano per aggirare le restrizioni.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-05-2026]

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Foto di Ralston Smith.

Il Servizio di Ricerca del Parlamento europeo (EPRS) ha segnalato che l'uso delle VPN per aggirare i sistemi di verifica dell'età online sta diventando un problema strutturale, definendolo «una scappatoia normativa che deve essere chiusa». L'avvertimento arriva mentre diversi governi europei stanno ampliando i requisiti di sicurezza digitale che impongono alle piattaforme di verificare l'età degli utenti prima di consentire l'accesso a contenuti riservati ai maggiorenni.

Secondo l'EPRS, le VPN — strumenti progettati per cifrare il traffico e mascherare l'indirizzo IP di origine, instradando la connessione attraverso server remoti — vengono sempre più utilizzate dai minori per eludere i controlli regionali. Pur essendo diffuse per finalità legittime come la protezione della privacy, la sicurezza delle comunicazioni e il lavoro da remoto, la loro capacità di alterare la geolocalizzazione effettiva dell'utente rappresenta un ostacolo crescente per i sistemi di verifica. Il documento rileva che l'adozione delle VPN è aumentata in modo significativo dopo l'introduzione di leggi sulla verifica obbligatoria dell'età in vari Paesi, tra cui il Regno Unito e alcuni Stati degli USA. Nel Regno Unito, dove i servizi online devono impedire ai minori di accedere a contenuti potenzialmente dannosi, le app VPN hanno raggiunto i primi posti nelle classifiche di download subito dopo l'entrata in vigore delle nuove norme.

L'EPRS riporta che politici e gruppi per la tutela dei minori considerano necessario introdurre verifiche dell'età anche per accedere ai servizi VPN. La Children's Commissioner for England, Rachel de Souza, ha per esempio espresso una posizione simile, sostenendo che tali strumenti devvabi essere riservati agli adulti: «l'accesso alle VPN da parte dei minori compromette l'efficacia delle protezioni previste dalla legge». Questa prospettiva solleva però criticità rilevanti. Imporre l'identificazione obbligatoria per l'uso delle VPN potrebbe ridurre in modo sostanziale le garanzie di anonimato e aumentare i rischi legati alla sorveglianza e alla raccolta di dati sensibili. Diversi fornitori di VPN e associazioni per la tutela della privacy hanno già contestato questa possibilità in una lettera indirizzata ai legislatori britannici, sottolineando che tali misure comprometterebbero la sicurezza degli utenti.

Queste osservazioni appaiono proprio mentre stanno emergendo problemi nei sistemi ufficiali di verifica dell'età. Ricercatori indipendenti hanno individuato vulnerabilità nell'app di verifica dell'età sviluppata dalla Commissione Europea, presentata come soluzione conforme al Digital Services Act. Le analisi hanno evidenziato la memorizzazione non cifrata di immagini biometriche e altre debolezze che potrebbero consentire l'aggiramento dei controlli. Il documento dell'EPRS riconosce che la verifica dell'età rimane un problema tecnico complesso e frammentato all'interno dell'Unione Europea. I sistemi basati su autodichiarazione, stime biometriche o verifica dell'identità risultano relativamente semplici da eludere.

L'EPRS suggerisce che i fornitori di VPN possano essere coinvolti in future revisioni normative europee. In particolare, gli aggiornamenti del Cybersecurity Act potrebbero includere requisiti specifici per impedire l'uso improprio delle VPN da parte dei minori, integrando tali strumenti nel quadro più ampio delle politiche di sicurezza online.

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