L'IA può estrarre le impronte digitali da foto ad alta definizione

Selfie e biometria.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-05-2026]

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Foto di Vitaly Gariev.

Un gruppo di esperti cinesi di sicurezza sostiene che le impronte digitali possono essere estratte dai selfie ad alta risoluzione, con un livello di dettaglio sufficiente a ricostruire schemi biometrici utilizzabili per tentativi di spoofing. La scoperta è stata rilanciata dopo che un programma televisivo cinese ha dimostrato come il gesto della "V" con le dita, comune nelle foto condivise sui social, possa esporre informazioni biometriche sensibili se catturato da fotocamere moderne con sensori ad alta definizione.

Secondo i ricercatori la combinazione di ottiche avanzate, zoom digitale e algoritmi di miglioramento delle immagini consente di isolare creste e solchi delle dita anche a distanza di uno o due metri. Le impronte ricavate non sono sempre sufficienti per un accesso diretto ai sistemi biometrici, ma possono essere utilizzate per generare modelli sintetici o per alimentare attacchi basati su intelligenza artificiale. Gli esperti hanno spiegato che i modelli generativi possono ricostruire parti mancanti dell'impronta, aumentando la probabilità di superare controlli meno rigorosi. Il tema è emerso in Cina dopo la messa in onda di un servizio televisivo che ha mostrato come un gruppo di truffatori fosse riuscito a ottenere impronte digitali da foto pubblicate sui social network. Nel servizio, un esperto ha dichiarato che «le impronte digitali possono essere replicate se l'immagine è sufficientemente chiara», avvertendo che i gesti che espongono il palmo o le dita aumentano il rischio di acquisizione non autorizzata.

Le autorità cinesi hanno confermato che casi di furto di identità basati su dati biometrici sono in aumento, soprattutto in relazione ai sistemi di pagamento che utilizzano l'impronta digitale come metodo di autenticazione. Le indagini hanno evidenziato che i criminali combinano immagini recuperate online con tecniche di stampa 3D o con materiali siliconici per creare copie fisiche delle impronte. Gli esperti citati nelle analisi internazionali hanno sottolineato che la minaccia non riguarda solo la Cina. Con la diffusione di fotocamere da 50 megapixel e oltre, la possibilità di catturare dettagli biometrici involontari è aumentata in modo significativo. Alcuni ricercatori hanno dimostrato che, in condizioni di luce favorevoli, è possibile estrarre impronte digitali anche da video in 4K.

Le tecniche di intelligenza artificiale contribuiscono a rendere più efficace l'estrazione dei dati. Con gli algoritmi adatti è possibile aumentare la nitidezza delle immagini, mentre modelli specializzati nella ricostruzione possono completare parti dell'impronta non perfettamente visibili. Secondo gli esperti, questo tipo di elaborazione riduce la necessità di disporre di immagini perfette, ampliando la superficie di attacco. Diverse aziende che sviluppano sistemi biometrici sono già intervenute, ricordando che i sensori moderni utilizzano controlli aggiuntivi, come la rilevazione della profondità o della conduttività della pelle, per evitare che copie artificiali possano essere accettate. Tuttavia, non tutti i dispositivi implementano gli stessi livelli di sicurezza, e i sistemi più economici risultano più vulnerabili.

Il servizio televisivo cinese ha mostrato anche come diversi utenti siano inconsapevoli dei rischi legati alla condivisione di immagini ad alta risoluzione. Le piattaforme social, infatti, spesso mantengono la qualità originale delle foto, rendendo possibile l'estrazione di dettagli che l'utente non percepisce a occhio nudo. Gli esperti hanno consigliato di evitare pose che espongono le dita in primo piano e di ridurre la risoluzione delle immagini prima della pubblicazione. Le autorità cinesi hanno avviato campagne informative per sensibilizzare gli utenti sui rischi biometrici, mentre alcuni ricercatori hanno suggerito l'adozione di filigrane o filtri che degradino selettivamente le aree sensibili delle immagini. Non esistono però soluzioni standardizzate, e la protezione dipende in gran parte dalle abitudini degli utenti.

Il caso ha riacceso il dibattito internazionale sulla sicurezza dei dati biometrici, considerati particolarmente critici perché, a differenza delle password, non possono essere modificati in caso di compromissione. Le analisi indicano che la combinazione tra fotocamere ad alta risoluzione e strumenti di intelligenza artificiale rappresenta un vettore di rischio crescente, che richiede nuove misure di mitigazione.

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