Cina, i costruttori pagheranno le multe dei veicoli autonomi

Dal livello 3 in su, se c'è un'infrazione la sanzione non colpirà il proprietario.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 26-08-2026]

La Cina vuole introdurre una norma che renderebbe i costruttori e gli importatori di veicoli autonomi responsabili delle infrazioni commesse dai sistemi di guida automatizzata, imponendo loro di gestire e pagare le multe quando il veicolo opera in modalità autonoma. La proposta è contenuta nella bozza di revisione della legge sulla sicurezza stradale presentata al Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, il massimo organo legislativo cinese. La bozza include un capitolo dedicato alle "Disposizioni speciali per i veicoli autonomi", che definisce sia i requisiti tecnici per la circolazione sia le regole per la gestione delle violazioni del codice della strada. Il principio stabilito è che, quando il sistema di guida autonoma è attivo, la responsabilità amministrativa non ricade sul conducente ma sul produttore o sull'importatore del veicolo.

La proposta chiarisce che la norma si applica esclusivamente ai veicoli dotati di sistemi di guida autonoma di livello SAE 3 o superiore. Questi sistemi consentono al veicolo di muoversi senza supervisione continua del conducente, che può distogliere l'attenzione dalla strada e svolgere altre attività. I veicoli con guida assistita di livello 2, invece, continuano a essere considerati a guida umana, con responsabilità in capo al conducente. La distinzione tra guida autonoma e guida assistita è centrale nella proposta. I sistemi di livello 3 permettono al conducente di staccare le mani dal volante e di non monitorare costantemente la strada, pur richiedendo la capacità di riprendere il controllo quando il sistema lo richiede. Dal livello 4 in avanti, la guida autonoma può essere completamente delegata al software, con possibilità di supervisione remota. La norma cinese intende regolamentare questa transizione definendo con precisione chi risponde delle infrazioni.

La bozza include anche lo standard tecnico obbligatorio per i livelli 3 e 4, che dovrebbe entrare in vigore il 1 luglio 2027. I requisiti prevedono che il comportamento del sistema sia almeno paragonabile a quello di un «conducente qualificato e attento», con criteri di sicurezza che coprono gestione del traffico, risposta agli imprevisti e continuità operativa. Uno dei punti ancora da chiarire riguarda la verifica dello stato del sistema al momento dell'infrazione. Per applicare correttamente la norma, sarà necessario stabilire se la guida autonoma fosse attiva durante la violazione. La proposta suggerisce che dovrà essere previsto un accesso ai dati operativi del veicolo, con verifiche incrociate basate sull'orario dell'infrazione e sui registri interni del sistema.

La questione della responsabilità in caso di guida autonoma è oggetto di discussione anche fuori dalla Cina. La proposta cinese si concentra sulle infrazioni amministrative, ma il tema è strettamente collegato alla gestione degli incidenti. La complessità nasce dalla sovrapposizione tra comportamento del conducente e comportamento del software, che richiede una revisione delle regole tradizionali della circolazione. In Europa, la gestione delle responsabilità varia da Paese a Paese. La Germania consente l'uso del livello 3 dal 2017 e divide la responsabilità tra conducente, proprietario e costruttore. Per esempio, nel caso del sistema Drive Pilot di Mercedes, la casa automobilistica risponde dei sinistri software solo se il sistema è stato utilizzato correttamente, mentre il conducente deve riprendere il controllo quando richiesto. Per il livello 4, è previsto un supervisore esterno connesso via wireless per i veicoli senza conducente a bordo.

Nel Regno Unito, l'Automated and Electric Vehicles Act del 2018 stabilisce che l'assicurazione del veicolo risarcisce immediatamente i danni causati da un'auto che guida da sola. La compagnia può rivalersi sull'utente solo se questo non ha installato aggiornamenti critici o ha modificato il software senza autorizzazione. La normativa britannica punta quindi a garantire un risarcimento rapido, lasciando alle assicurazioni il compito di gestire eventuali responsabilità secondarie. La proposta cinese rappresenta uno dei tentativi più avanzati di definire una responsabilità amministrativa chiara per la guida autonoma. L'obiettivo è creare un quadro normativo che accompagni l'introduzione dei sistemi avanzati, stabilendo regole precise per infrazioni e violazioni. La necessità di accedere ai dati dei veicoli e di verificare lo stato del sistema al momento dell'infrazione indica che la regolamentazione dovrà essere accompagnata da strumenti tecnici adeguati.

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