Sesso e rete, i rischi per la privacy

I pionieri dell'e-sex impazzano, ma lasciano buchi di riservatezza incredibili.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-11-2006]

Ragazzo in primo piano

Leggi l'articolo precedente: Sesso e rete: le relazioni pericolose

Abbiamo detto di come Internet, stupendo strumento di comunicazione, sia assolutamente fuori controllo per quanto riguarda la riservatezza personale, soprattutto se si parla di contenuti erotici. Pippo, Chiara, Giuliana sono solo gli episodi più famosi di una condivisione di fatto della vita privata di migliaia di individui.

Eppure, per quanto riguarda il sesso, la rete deve ancora esplodere come medium orizzontale di relazione. Tradotto brutalmente: la massa degli utilizzatori acquista su Internet con le stesse modalità con cui acquistava riviste, cinema e videocassette. Solo una minoranza di pionieri utilizza la rete in tutta la sua potenza, per costruire relazioni.

Proprio in questi giorni esce su Digimag un'intervista al poliedrico Sergio Messina, che da anni esplora il web alla scoperta di quello che lui chiama realcore. Si tratta di una modalità di rappresentazione del sesso che non ha niente a che vedere con il softcore, dove gli attori simulano, ma nemmeno con l'hardcore, dove fanno sul serio, ma all'interno di un set professionale (luci, sfondi, effetti speciali).

Realcore può essere tradotto con "pornografia dilettante", o "amatoriale". Fatto dalla gente comune e diretto alla gente comune, è caratterizzato da immagini e filmati di bassa qualità, grandangolo fisso, lunghe sequenze senza tagli, protagonisti non certo avvenenti. La bassa qualità viene considerata da molti un aspetto positivo, donando alle scene il realismo che manca all'hardcore.

"Sono immagini di persone reali con desideri reali, che fa sesso reale in luoghi reali," dice Messina nel proprio sito personale. Ma più che una questione di contenuti, il realcore pare essere una questione di metodo. Ci si scambia foto e film in maniera orizzontale, prevelentemente gratuita, tra appassionati, al di fuori e contro i circuiti commerciali.

E' un'esperienza profondamente legata al web: senza Internet e senza le odierne macchine digitali non potrebbe esistere. Ci sono poche regole, ma chiare: solo adulti consenzienti. Poi massima libertà di espressione: etero, gay, scambisti, fetish, e chi più ne ha, più ne metta.

Divertente come sempre, Messina indaga sull'aspetto estetico di questi pionieri della rete, gli unici a sfruttarne pienamente le potenzialità: "Ci aspettavamo il superuomo di Nietzsche e invece arriva un ciccione nudo", sostiene nell'intervista.

Ma a noi, più che l'aspetto artistico, interessa quello della riservatezza. Se questa è la naturale evoluzione del porno in rete, è facile intuire quali e quanti problemi si porti dietro. Quando la tecnologia diventa di massa, tende a dare l'illusione di essere padroneggiata. Così molti sprovveduti si sentono sicuri nel mettere online contenuti, diciamo, molto delicati per la reputazione di qualcuno.

Molti di voi ricorderanno il caso Calipari, in cui un documento Pdf, ritoccato maldestramente per apporre degli omissis sui nomi dei soldati americani, svelava al mondo i suoi segreti con un trucco banale.

Come il Pdf dell'esercito Usa, molti formati di documento mantengono le informazioni originali anche se apparentemente cancellate, e non occorre una particolare maestria per farle ricomparire, come nel caso citato.

Le immagini create da macchine fotografiche digitali, per esempio, soffrono di questo tipo di vulnerabilità. Su USH.it, ascii, nome già noto all'olimpo informatico, riporta il problema degli EXIF, già sollevato da Tonu Samuel. Gli EXIF sono un insieme di metadati, tra cui una thumbnail dell'immagine stessa, che molte fotocamere memorizzano nei file salvati.

In pratica, le fotocamere salvano un'anteprima (una miniatura dell'immagine) e alcuni tag assieme all'immagine canonica. L'anteprima non è proprio disponibile a tutti ma, con un po' di buona volontà e con gli strumenti adatti, può essere visualizzata.

Così, se volete mettere online una foto digitale in cui fate sfoggio di ardite tecniche amatorie, sappiate che "annerire" i tratti somatici vostri o del/della partner potrebbe non essere sufficiente. In pochi secondi, i vostri faccioni potrebbero essere visibili a tutto il mondo, compreso il vostro capufficio.

E' una possibilità tutt'altro che remota: i robot di Samuel e ascii hanno scandagliato la rete confrontando le immagini con le loro anteprime, nei loro rispettivi siti. I risultati sono sorprendenti: in molti siti di scambisti, erotomani, ma anche nelle pagine web di FBI, CIA e Skype, sono presenti immagini con l'anteprima che svela la foto originale, spesso profondamente diversa da quella pubblicata.

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Commenti all'articolo (3)

Non penso, personalemnte, che parlare pubblicamente e soprattutto senza "ristrettezze" sia una soluzione per superare un disagio intimo... Potrbbe essere vero che se ci si identifica in qualcun altro che ha "fatto le nostre stesse esperienze" potrebbe farci sentire meglio, perchŔ sappiamo di non essere soli, ma... Leggi tutto
17-10-2007 12:05

quello sopra ero io Leggi tutto
8-11-2006 13:00

{daniele}
La privacy scoparirÓ Leggi tutto
8-11-2006 12:55

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