Apple sceglie nVidia per i portatili e svela Brick

La Casa di Cupertino abbandona Intel e riporta negli Usa la produzione delle scocche dei MacBook adottando una tecnica innovativa.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 07-10-2008]

Apple MacBook portatili Brick nVidia chipset

Apple si prepara a rinnovare le proprie linee di portatili e lo fa, com'è nel suo stile, introducendo cambiamenti di una certa rilevanza.

La prima caratteristica dei prossimi modelli - peraltro non ancora ufficializzata - dovrebbe essere l'adozione di un chipset nVidia che andrà a sostituire gli attuali Intel.

Protagonista dei nuovi MacBook sarà dunque il chipset nVidia MCP7A-U, che integra un reparto grafico basato su GeForce 9400, architettura G86 e 16 strem processor, oltre al supporto alle Ram Ddr2 e Dd3 e a una frequenza di bus di 1.333 MHz.

Non sarà solo l'interno dei notebook a cambiare; anzi, le modifiche più visibili saranno all'esterno: finalmente, infatti, si sa che cosa indichi il nome in codice Brick che ha iniziato a circolare qualche settimana fa.

Brick (letteralmente "mattone") è un nuovo processo produttivo: con la sua adozione Apple si renderà indipendente dai produttori cui si è affida finora per la realizzazione delle scocche dei portatili.

In pratica si tratta di adottare torni a controllo numerico e incisori al laser e acqua per realizzare i case scavando (e non stampando) un singolo pezzo di alluminio. Ciò permetterà gusci più resistenti, meno inclini a presentare difetti e anche più personalizzabili.

Riportare a casa una parte del processo produttivo - oltre a essere una pratica che a Cupertino piace tanto - permetterà a Apple di accelerare i tempi che intercorrono tra la realizzazione dei prototipi e l'avvio della produzione vera e propria. Brick non è solo una scelta tecnica, quindi, ma una anche strategica.

Considerati gli investimenti fatti in questo campo, è possibile e anche probabile che se tutto andrà bene la società della mela decida di estendere questo processo produttivo anche agli altri suoi prodotti.

Sembra proprio che si stiano per avverare le parole pronunciate qualche tempo fa da Peter Oppenheimer, Cfo di Apple, quando annunciava cambiamenti di tali portata da richiedere investimenti veramente importanti, che avrebbero limitato per un po' i margini societari ma che le avrebbero permesso di introdurre "tecnologie all'avanguardia con le quali i nostri avversari non potranno competere a lungo".

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