UE, l'Antitrust indaga su Android

Avviata un'indagine informale per verificare le accuse di pratiche commerciali scorrette messe in atto da Google.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-06-2013]

android antitrust ue

Lo scorso aprile un gruppo di 17 aziende - tra cui spiccavano i nomi di Microsoft e Nokia - aveva denunciato Google all'antitrust europeo, accusandolo di pratiche scorrette per diffondere il proprio sistema operativo Android a scapito dei concorrenti.

Ora, secondo il Financial Times, l'Europa avrebbe aperto un'indagine informale per controllare la veridicità delle affermazioni fatte da quelle aziende.

Secondo il quotidiano, che cita documenti cui avrebbe avuto accesso, i concorrenti di Google avrebbero accusato il colosso di offrire Android «sotto costo» per aiutarne la diffusione; inoltre avrebbero asserito che Google ha ormai accumulato tanto potere da riuscire a far «cancellare o ritardare il lancio degli smartphone» dei suoi concorrenti.

La prima accusa, in particolare, è quantomeno curiosa: Android è offerto gratuitamente ai produttori di dispositivi, e addirittura il suo codice sorgente è liberamente disponibile; Android è infatti un prodotto open source.

Certamente l'enorme libertà che tutto ciò offre ai produttori di smartphone ha contribuito non poco al successo di questo sistema operativo (e anche alla frammentazione del suo ecosistema, a dire il vero), ma affermare che sia offerto sotto costo significa voler far finta di non sapere che cosa significhi open source o prendere fischi per fiaschi come un famigerato articolo su Repubblica, che accusava Linus Torvalds di seguire la stessa tattica per diffondere Linux a scapito di Windows.

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Qualunque sia la base delle accuse, le autorità dell'Unione Europea si sono messe in movimento, sebbene per ora a livello sotterraneo: non è detto che si arrivi a un'indagine formale e ancora non vi sono accuse ufficiali contro Google o Android, ma la partita potrebbe essere appena iniziata.

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Commenti all'articolo (1)


:shock: :shock: :shock: :malol: :malol: :malol: :malol: :malol: Certo che M$ e compagnia dopo un'affermazione del genere dovrebbero veramente essere multate solo per il fatto di averlo pensato, dire che un SW open source è "venduto sottocosto" è a livelli di mistificazione berlusconiana neanche le "toghe... Leggi tutto
20-6-2013 19:23

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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