Mistral vuole la tassa sull'IA

Fino all'1,5 per cento dei ricavi per finanziare la cultura europea.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-03-2026]

Mistral, che gestisce la IA europea Le Chat, ha proposto l'introduzione di una tassa sull'intelligenza artificiale compresa tra l'1 e l'1,5% dei ricavi dei fornitori di modelli IA attivi nella UE, con l'obiettivo di finanziare un fondo dedicato alla produzione culturale europea. Avanzata dal CEO Arthur Mensch in un intervento sul Financial Times, l'iniziativa mira a creare un meccanismo stabile di sostegno economico alla cultura, collegandolo direttamente ai profitti generati dai modelli di IA. La proposta prevede che il prelievo si applichi a tutti i fornitori commerciali, incluse le aziende straniere che operano nel mercato europeo. I proventi confluiranno in un fondo centralizzato destinato a finanziare la creazione di contenuti culturali, con un modello simile a quello di altri fondi europei dedicati ai media e alla creatività.

In cambio del contributo economico, gli sviluppatori otterrebbero una forma di protezione legale per l'uso di materiali accessibili online nei dataset di addestramento, senza modificare gli accordi di licenza relativi ad altri tipi di utilizzo. L'obiettivo è ridurre l'incertezza normativa che oggi accompagna il training dei modelli su opere protette dal diritto d'autore. La proposta arriva in un momento delicato per Mistral: un'indagine giornalistica ha mostrato come il chatbot Le Chat sia in grado di restituire porzioni significative di opere protette, tra cui fino al 35% del primo volume di Harry Potter e fino al 58% de Il Piccolo Principe. L'azienda ha dichiarato di rispettare i meccanismi di opt‑out, ma ha riconosciuto la difficoltà di escludere completamente opere molto diffuse online.

Il contesto normativo europeo è in evoluzione: l'AI Act impone ai fornitori di modelli generali di IA (GPAI) l'obbligo di rispettare le norme sul copyright e di pubblicare un riepilogo dettagliato dei dati utilizzati per l'addestramento. Questi obblighi sono in vigore da agosto 2025, ma la loro applicazione pratica rimane complessa, soprattutto per dataset di grandi dimensioni. La proposta di Mistral si inserisce nel dibattito sulla sovranità tecnologica europea e sulla necessità di creare un ecosistema culturale e industriale meno dipendente dai colossi statunitensi e cinesi. Fondato nel 2023, lo sviluppatore francese è considerato una delle principali realtà europee nel settore dell'IA e ha recentemente ampliato le proprie infrastrutture con nuovi data center in Francia e Svezia.

Mistral sta anche consolidando la propria posizione come partner strategico per grandi gruppi industriali europei, adottando un modello operativo basato su ingegneri specializzati distaccati presso i clienti per integrare l'IA nei processi aziendali. La proposta di una tassa sull'IA rappresenta un tentativo di conciliare due esigenze: da un lato, garantire un finanziamento stabile alla cultura europea; dall'altro, offrire alle aziende IA un quadro normativo più chiaro e meno esposto a contenziosi legati al copyright. L'idea è stata accolta con interesse ma anche con cautela, poiché potrebbe avere un impatto significativo sui modelli di business dei fornitori di IA.

Il dibattito coinvolge anche il confronto con gli Stati Uniti, dove non esiste una normativa federale specifica sull'addestramento dei modelli con opere protette. Le controversie vengono affrontate caso per caso nei tribunali, come dimostra il procedimento contro Anthropic, in cui il giudice ha distinto tra addestramento - considerato fair use - e conservazione di copie pirata, ritenuta invece una violazione autonoma.

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