Se il badante è un robot

Nonna Lea sta collaudando Mister Robin, creato per assistere gli anziani.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 06-05-2014]

nonna lea badante robot

C'è anche nonna Lea - il cui nome completo è Lea Mina Ralli - tra i 6 anziani scelti in tutta Europa per testare il primo badante robot del Vecchio Continente.

Lea, 94 anni, non è una nonna qualunque: è un'attiva blogger che ha battezzato il robot Mister Robin e lo definisce scherzosamente «un nuovo modello di albero natalizio».

Mister Robin è in realtà un esemplare di GiraffPlus, un progetto finanziato dall'Unione Europea per la creazione di un sistema che permetta di monitorare le «attività di una persona all'interno della propria casa sfruttando una rete di sensori installati nella sua abitazione, o utilizzati dalla persona stessa. In particolare, i sensori possono raccogliere misure fisiologiche, per esempio la pressione arteriosa, oppure ambientali, come rilevare se qualcuno è caduto a terra all'interno dell'abitazione».

La descrizione migliore è però quella fornita da nonna Lea stessa in un'intervista: «Averlo dentro casa mi fa stare più tranquilla, mi sento protetta perché so che se succede qualcosa lui arriva subito e cerca aiuto. In realtà finora non è mai dovuto venire in mio soccorso ma anzi sono io che sto aiutando, lo sto collaudando e do una mano ai progettisti nel metterlo a punto».

L'azienda che produce i robot conta di metterli in vendita nel 2015 (2.000 euro il costo iniziale, e poi un canone di 200 euro mensili) ma prima deve essere sicura che funzionino e, soprattutto, siano graditi alle persone che li dovranno utilizzare.

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Per questo i test sono così importanti. Da essi è già emerso per esempio che un'unica soluzione generalizzata non sarebbe l'ideale.

«Alcuni aspetti del sistema sono giudicati in modo diverso dai diversi utilizzatori» ha spiegato la coordinatrice del progetto, Amy Loutfi dell'Università di Orebro, in Svezia. «Ciò dimostra che un approccio generale alle tecnologie a domicilio non è necessariamente il migliore, e che la tecnologia dovrebbe essere adattabile e mirata alle esigenze degli utenti». L'articolo continua dopo il video.

Nonna Lea adopera Mister Robin da ormai cinque mesi e sembra proprio soddisfatta; oltre a essere dotato di sensori che misurano alcuni parametri importanti, il robot permette anche di videochiamare parenti e amici (ma anche, per esempio, medici) ed è in grado di riconoscere alcune attività come cucinare (per capire ad esempio se il gas è stato chiuso, operazione che a volte una persona anziana può dimenticare).

Una delle caratteristiche più importanti di questa soluzione è che permette alle persone che la adottano di non dover cambiare le proprie abitudini, come nonna Lea stessa testimonia nel suo blog.

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Commenti all'articolo (3)

Ma appunto. Non trovo giustificato doverlo pagare 2000 euro + altri 200 euro al mese. Poi, non lo si può di certo giustificare con il costo di un badante.
16-5-2014 01:22

Devono ancora metterlo a punto e perfezionarlo, ma anche così per un anziano autosufficiente non è male, lo sai quanto costa assumere una badante (anche a ore) o una casa di riposo? 2000 euro non sono niente, ma il problema è che il robot non diventa tuo, se dai 200 euro al mese vuol dire che quando non ti serve più lo devi ridare... Leggi tutto
14-5-2014 10:54

Direi che il prezzo è troppo alto rispetto a quello che fa. In fondo, è solo un sistema di sorveglianza domestica specializzato, con videotelefono incluso. Mica sostituisce in toto un badante umano a pieno servizio. Dovrebbe anche cucinare, pulire la casa, rifare i letti, e forse anche di più. 2000 euro di base + 200 al mese finchè campa... Leggi tutto
13-5-2014 14:50

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