Google e diritto oblio, oltre 6.000 richieste dall'Italia

Ma l'effetto è l'opposto: riportate in vita vicende ormai sepolte.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-07-2014]

Google oblio censura guardian bbc

Ci sono voluti meno di due mesi perché la sentenza della Corte di Giustizia europea che obbliga Google a tutelare il diritto all'oblio arrivasse alle conseguenze più ovvie: l'effetto Streisand.

Le oltre 70.000 richieste - 6.000 dall'Italia - ricevute dal gigante di Mountain View per la rimozione di link ritenuti scomodi non ha fatto altro che riaccendere l'attenzione su tutte quelle vicende che, sebbene ancora pubblicate online, erano ormai cadute nell'oblio per conto proprio.

La faccenda, però, è ancora più complicata e non ci si può limitare ad accoglierla con ironia.

Alcune testate britanniche - il Guardian e il Main Online ma anche la BBC - hanno fatto notare come alcuni articoli pubblicati sui loro siti siano scomparsi dall'indice di Google; per la precisione si tratta di sei articoli del Guardian.

Si tratta della conseguenza diretta del sistema che permette di richiedere la cancellazione da Google dei materiali sgraditi: pezzi dell'Internet europea quasi scompaiono.

Poco importa se gli articoli in questione siano ancora raggiungibili dal motore di ricerca interno dal sito, tramite i concorrenti di Google o - tanto per restare in tema di ironia - tramite la versione americana di Google; se il motore più adoperato in Europa non li indicizza, è come se non esistessero.

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Chi di questi 10 non ha meritato il premio Nobel per la Pace?
Elihu Root, segretario di Stato USA, vincitore nel 1912, indagato per la repressione degli indipendentisti filippini.
Aristide Briand, politico francese, vincitore nel 1926, nonostante molti sostengano che gli accordi da lui voluti abbiano portato la Germania a tentare la successiva espansione verso est.
Frank Kellogg, vincitore nel 1929: la sua idea per evitare le guerre fu sconfessata di lì a breve dalla politica tedesca.
Carl von Ossietzky, giornalista tedesco, vincitore nel 1935 per aver rivelato la politica tedesca di riarmo in violazione dei trattati. Meritava il premio, ma la tempistica fu pessima: venne deportato in un campo di concentramento.
Nessuno: nel 1948 il premio non venne assegnato. Sarebbe potuto andare a Mohandas Ghandi, ma era stato assassinato e il Comitato non permise che il premio fosse assegnato alla memoria.
Henry Kissinger e Le Duc Tho, vincitori nel 1973 per aver negoziato il ritiro delle truppe USA dal Vietnam. Il primo però approvò il bombardamento contro la Cambogia; il secondo rifiutò il premio.
Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzakh Rabin, vincitori nel 1994, sebbene gli accordi di Oslo abbiano avuto effetti molto brevi.
Kofi Annan e le Nazioni Unite, vincitori nel 2001, investigato nel 2004 per il coinvolgimento del figlio in un caso di pagamenti illegali nel programma Oil for Food.
Wangari Muta Maathai, vincitrice nel 2004, convinta che il virus HIV sia stato creato in laboratorio e sfuggito per errore.
Barack Obama, vincitore nel 2009, appena eletto presidente degli USA.

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Ciò significa che, a lungo andare, cercare il nome di una persona su Google non porterà più a «vedere che cosa il gigante della ricerca pensi che siano le informazioni più importanti su un individuo» ma a «vedere le informazioni più importanti che l'oggetto della ricerca non sta cercando di nascondere», come commenta James Ball, del Guardian.

C'è poi la questione dei motivi per cui queste cancellazioni avvengono. Prendiamo per esempio tre degli articoli del Guardian censurati, quelli relativi all'ex arbitro scozzese di calcio Dougie McDonald: quando vennero pubblicati, nessuno protestò per l'eventuale presenza di errori, inesattezze o addirittura calunnie, segno che ciò che gli articoli sostenevano non poteva essere confutato.

Ora però, tramite una semplice form online, questi stessi articoli che non raccontano il falso sono stati fatti sparire dal maggior motore di ricerca: a questo punto stiamo parlando di diritto all'oblio o di censura?

La medesima cosa è successa a un articolo di Robert Preston del 2007 e pubblicato sul sito della BBC; si tratta di un pezzo che parla dell'allontanamento di Stan O'Neal, ex dirigente di Merrill Lynch, dal proprio posto di lavoro in concomitanza con le pesanti perdite subite dalla banca in quel periodo.

Anche questo articolo è stato rimosso dai risultati restituiti da Google se si cercano parole chiave che rimandano alla vicenda ma appare ancora se si cerca Stan O'Neal: ciò lascia pensare che l'unica persona citata per nome nell'articolo non sia responsabile della sua rimozione e viene da chiedersi quindi chi sia stato, e quali siano - se ci sono - i limiti posti alla possibilità di cancellare ciò che non piace.

Google, dal canto proprio, non ha mai nascosto la propria contrarietà alla decisione europea e afferma che, in effetti, il sistema deve ancora essere «perfezionato»; forse, però, è fallato sin dall'inizio.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 11)

@Kalandra Ma io non penso affatto che se qualcuno chiede il diritto all'oblio può essere solo perchè vuole tenere qualcosa segreto! Riflettevo solo su come sarebbe il mondo se il segreto fosse del tutto impossibile. Un mondo in cui l'inganno, la menzogna, tutto ciò che vi è collegato e ne dipende, sarebbe impossibile. :D
13-8-2014 23:48

@ Zievatron :lol: andando in tema, se uno chiede il diritto all'oblio perché dobbiamo pensare che sia per nascondere qualcosa di ignobile o che ci sia un segreto abominevole di cui bisogna far sparire le tracce? gli esempi riportati nell'articolo guardano solo una faccia de problema. l'altra faccia però non è meno importante, perché... Leggi tutto
3-8-2014 21:46

@Kalandra Ovviamente, ho fatto degli esempi scherzosi. Il punto è che viviamo in un mondo carico di segreti, piccoli e grandi, sciocchi e gravi. Tutti temono che possano saltar fuori i propri e si sentono minacciati quando intravedono il rischio che ciò avvenga. Quando ad uno capita che saltano fuori i suoi segreti è una disgrazia... Leggi tutto
2-8-2014 00:24

@ Zievatron scompisciarsi dal ridere? o dal piangere? spettatori o attori? due sono gli aspetti e divergenti: se su uno - la gestione della res publica - possiamo essere d'accordo, l'altro temo disgregherebbe ogni parvenza di civiltà. perché la tua vicina dovrebbe sapere che sei innamorato di lei, e senza ombra di dubbio? se ti... Leggi tutto
1-8-2014 13:32

@Kalandra E' un pensiero incongruo. Non potremmo essere affatto sotto una dittatura se mancano le condizioni perchè si possa avere una dittatura. Credi forse che le dittature siano esenti dai segreti? In una dittatura, tutti quelli che vi prendono parte, dittatore capo in testa a tutti, hanno dei segreti. Niente segreti, niente... Leggi tutto
1-8-2014 00:37

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