75.000 iPhone infettati

Ma la colpa è degli utenti che li craccano.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-09-2014]

cydia

Se lo lasciate stare, l'iPhone vive in un ecosistema piuttosto sicuro: Apple consente di installarvi soltanto app verificate, e per questo non c'è in giro molto malware per iPhone, nonostante sia una piattaforma appetibile per i criminali informatici.

Ma ci pensano gli utenti a minare questa sicurezza: spinti solitamente dalla voglia di installare app a scrocco, di provenienza non verificata, fanno jailbreak (craccano), spalancando così le porte al malware e alla creatività dei malfattori.

Virus Bulletin segnala un'app ostile, denominata asiPh/AdThief-A, che ha effetto soltanto sugli iPhone, iPod touch o iPad craccati e usa un metodo insolito per guadagnare dalle infezioni: la frode pubblicitaria.

AdThief-A, infatti, intercetta le pubblicità presenti in molte app gratuite autentiche e ne sostituisce il codice di affiliazione: in questo modo, quando l'utente tocca una pubblicità, i soldi degli inserzionisti vanno al creatore del malware invece che ai creatori delle app genuine.

Secondo IT Pro, sono già 75.000 i dispositivi iOS craccati che sono stati infettati da AdThief-A.

Facendo due conti in tasca ai malfattori, se il malware riesce a sottrarre un centesimo di dollaro al giorno dalle app regolari sul 10% dei telefonini infettati, porta nelle tasche del criminale che l'ha realizzato 30.000 dollari l'anno.

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Quale tra queste tecniche diffusamente utilizzate dagli hacker ti sembra la più pericolosa?
1. Violazione di password deboli: l'80% dei cyberattacchi si basa sulla scelta, da parte dei bersagli, di password deboli, non conformi alle indicazioni per scegliere una password robusta.
2. Attacchi di malware: un link accattivante, una chiave USB infetta, un'applicazione (anche per smartphone) che non è ciò che sembra: sono tutti sistemi che possono installare malware nei PC.
3. Email di phishing: sembrano messaggi provenienti da fonti ufficiali o personali ma i link contenuti portano a siti infetti.
4. Il social engineering è causa del 29% delle violazioni di sicurezza, con perdite per ogni attacco che vanno dai 25.000 ai 100.000 dollari e la sottrazione di dati.
5. Ransomware: quei programmi che "tengono in ostaggio" i dati dell'utente o un sito web finché questi non paga una somma per sbloccarli.

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È vero che in questo caso i soldi rubati non escono dalle tasche degli utenti infettati, ma proprio per questo l'incentivo a rimuovere l'infezione è basso e quindi molti utenti vanno avanti come se niente fosse, alimentando il mercato del crimine online.

Non esistono antivirus per iOS (Apple non li consente), per cui restano due regole di fondo: primo, non craccate il vostro iCoso; secondo, non lasciate che un iCoso craccato usi la vostra rete informatica, specialmente in azienda.

Potete identificare i dispositivi iOS craccati usando software appositi, offerti dalle principali società di sicurezza informatica.

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Paolo Attivissimo

(C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net.
Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.

Commenti all'articolo (5)

Direi che questa è la prima ed unica regola da seguire :!: Leggi tutto
2-9-2014 19:14

La tecnologia di per sè è neutrale, sono le aziende (e Apple in questo è campione) a limitarne l'usabilità per poterci lucrare maggiormente. Leggi tutto
2-9-2014 14:25

Mah...secondo me sono ancora più "utonti" quelli che si comprano l'Icoso consapevoli che non possono fare questo e quello, e poi procedono con smanettamenti di ogni genere piangendo che non sono liberi di fare ciò che vogliono col loro dispositivo pagato fior di quattrini. :roll: Ma poi l'articolo non parlava di utenti che... Leggi tutto
2-9-2014 12:49

{Bibbo}
Non mi piace tanto la morale di fondo dell'articolo. Il jailbreak nasce innanzi tutto per ovviare a molti limiti (alcuni inspiegabili) dell'iPhone. E' ovvio che vi sono più rischi, ma è il prezzo di una maggior libertà che si vuole conquistare (contro la volontà "limitatrice" della... Leggi tutto
2-9-2014 12:09

Ne esiste una terza, molto semplice: non comprate un iCoso se non siete disposti a vivere in una prigione dorata sottostando alla dittatura di un'azienda che considera i propri utenti degli stupidi sudditi con l'unico diritto di utilizzare l'apparecchio comprato (secondo l'utente, magnanimamente concesso in uso secondo l'azienda) solo... Leggi tutto
2-9-2014 11:57

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