Verso una normalizzazione della comunità hacker

Cosa c'è dietro allo stereotipo dell'hacker?



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-02-2019]

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Cosa c'è dietro allo stereotipo dell'hacker?

I tempi potrebbero però essere cambiati. Le aziende si stanno rendendo conto che lavorare con questi esperti di sicurezza rientra nel loro interesse, anche se questo comporta il chiudere un occhio sui loro metodi poco "convenzionali".

Una cultura, quella della "caccia al bug", che prevede la collaborazione di aziende con hacker che ricerchino eventuali falle nei loro sistemi informatici dietro compenso, foriera di un cambiamento di paradigma. L'articolo continua qui sotto.

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"Per difendere al meglio le loro infrastrutture, le società non esitano più a far capo ai servizi degli hacker" conferma Paul Fariello, confrontandosi cosi con le vulnerabilità presenti nei sistemi. Ma solo pochi sono preparati a comunicare questi accordi. Aziende del calibro di Société Générale, Qwant e Hewlett-Packard hanno dichiarato pubblicamente di essersi avvalse di strategie "bug bounty". Ma è ancora difficile trovare dati in proposito.

I grandi cybercriminali di ieri, come Kevin Mitnick e Brett Johnson, lavorano oggi come consulenti di sicurezza per le aziende. Informatori come Julian Assange e Edward Snowden sono ancora considerati dei criminali - c'è chi li definisce addirittura traditori della patria (come Snowden negli USA), cosa che dimostra che il processo di normalizzazione voluto da alcune persone è lontano dall'essere completo e che gli hacker rimarranno una figura controversa ancora per molto tempo.

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