Dolcificanti a zero calorie e declino cognitivo: ricerca brasiliana scopre preoccupante legame



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 05-09-2025]

Un recente studio pubblicato su Neurology ha esplorato il legame tra il consumo di dolcificanti a basso o nullo contenuto calorico (LNCS) e il declino cognitivo, suscitando interesse per le implicazioni sulla salute neurologica. Condotto nell'ambito del Brazilian Longitudinal Study of Adult Health (ELSA-Brasil), lo studio ha analizzato dati raccolti in tre fasi (2008-2010, 2012-2014, 2017-2019) su 12.772 funzionari pubblici brasiliani di età superiore ai 35 anni, con un'età media di 51,9 anni. L'obiettivo era verificare se l'assunzione di dolcificanti come aspartame, saccarina, acesulfame K, eritritolo, sorbitolo e xilitolo potesse influire sulle funzioni cognitive nel tempo.

I partecipanti sono stati selezionati escludendo coloro con dati dietetici incompleti, consumi calorici estremi (inferiori al primo percentile o superiori al novantanovesimo) o informazioni mancanti sui test cognitivi e altre variabili al basale. Il consumo medio di LNCS è stato stimato in 92,1 mg al giorno, con variazioni significative tra i partecipanti. La valutazione cognitiva si è basata su test standardizzati, tra cui il Trail Making Test per la funzione esecutiva, il CERAD Word List Test per la memoria e il Verbal Fluency Test per la fluency verbale.

I risultati principali indicano che, nei partecipanti di età inferiore ai 60 anni, un consumo più elevato di dolcificanti è associato a un declino più rapido della fluenza verbale e della cognizione globale, con effetti particolarmente evidenti per aspartame, saccarina e acesulfame K. Sorprendentemente, nessuna associazione significativa è stata riscontrata nei partecipanti di età superiore ai 60 anni, suggerendo che l'età possa modulare l'impatto dei dolcificanti sulle funzioni cognitive.

Studi precedenti hanno già suggerito che i dolcificanti artificiali possano influenzare il metabolismo cerebrale, alterando i livelli di neurotrasmettitori o causando stress ossidativo. Ricerche su modelli animali hanno evidenziato che l'aspartame potrebbe interferire con la funzione mitocondriale nelle cellule cerebrali, un fattore potenzialmente legato al declino cognitivo. Tuttavia i meccanismi esatti rimangono poco chiari. Alcuni ricercatori ipotizzano che i dolcificanti possano alterare il microbioma intestinale, influenzando l'asse intestino-cervello, come suggerito da un articolo del 2023 pubblicato su Frontiers in Nutrition. Questo studio, condotto su un campione umano, non ha però esplorato direttamente tali meccanismi, limitandosi a osservare le associazioni statistiche.

Un aspetto critico dello studio ELSA-Brasil è il suo approccio basato sull'osservazione, che non consente di stabilire una relazione causale diretta tra consumo di dolcificanti e declino cognitivo. Fattori come lo stile di vita, la dieta complessiva o condizioni mediche preesistenti (ad esempio, il diabete, spesso associato all'uso di dolcificanti) potrebbero aver influenzato i risultati. La popolazione studiata, composta da funzionari pubblici brasiliani, potrebbe non essere rappresentativa di altri gruppi demografici, limitando la possibilità di rendere più generali le conclusioni. Un'analisi di sensibilità condotta dagli autori ha comunque confermato la robustezza dei risultati, anche dopo aver aggiustato per variabili come indice di massa corporea, attività fisica e consumo di bevande zuccherate.

Le implicazioni di questi risultati sono rilevanti, soprattutto considerando l'ampia diffusione dei dolcificanti a basso contenuto calorico in bevande e alimenti trasformati. Sebbene non si possa ancora raccomandare di evitare completamente i dolcificanti, lo studio suggerisce cautela, specialmente per le persone più giovani che potrebbero consumarli regolarmente. Ricerche future dovrebbero concentrarsi su studi sperimentali per chiarire i meccanismi biologici sottostanti e confermare questi risultati in popolazioni più eterogenee. Nel frattempo, i consumatori potrebbero voler bilanciare l'uso di dolcificanti con una dieta ricca di alimenti naturali, come frutta e verdura, che supportano la salute cognitiva senza i potenziali rischi associati.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 7)

Vero purtroppo, temo comunque che i dolcificanti ne siano responsabili solamente in minima parte sempre che lo siano... :roll:
12-9-2025 18:48

{utente anonimo}
Il declino cognitivo degli ultimi decenni mi pare indiscutibile, che siano i dolcificanti, l’età o le innumerevoli cazzate del web o chissà cosa…
11-9-2025 00:23

In effetti è una ricerca che ha alcune problematiche, ma queste tipo di ricerca , che viene definita cognitiva, in realtà viene fatta per identificare un problema, e poi dopo che si è identificato, allora viene fatta un altro tipo di ricerca, chiamata in doppio cieco, in cui si studia un campione statisticamente rappresentativo della... Leggi tutto
8-9-2025 15:53

Certo che questo non depone troppo a favore della credibilità scientifica della ricerca. Leggi tutto
6-9-2025 13:52

Il Brasile è il primo produttore mondiale di zucchero. Sapendo questo diventa difficile dar credito alle finalità della ricerca.
6-9-2025 10:12

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