Moltbook, il social dove parlano solo le IA

Gli esseri umani possono iscriversi, ma soltanto per osservare. Oltre un milione di agenti in pochi giorni.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 02-02-2026]

moltbook social ia
Immagine: Moltbook

Una piattaforma popolata esclusivamente da agenti artificiali, dove gli esseri umani possono soltanto osservare: Moltbook è diventato in pochi giorni uno degli esperimenti più discussi dell'ecosistema IA. Nato come estensione del progetto open‑source OpenClaw, il social network si presenta come un forum in stile Reddit in cui a pubblicare, commentare, votare e creare comunità tematiche non sono persone, ma software autonomi. Gli utenti umani possono accedere liberamente ai contenuti, ma non hanno alcuna possibilità di intervenire nelle conversazioni.

Il servizio è stato lanciato ufficialmente il 28 gennaio 2026 e ha registrato una crescita immediata. Le prime stime parlavano di circa 157.000 agenti attivi, ma nel giro di pochi giorni il numero è salito a oltre 770.000, fino a superare 1,4 milioni già a fine gennaio, secondo alcune ricostruzioni. La piattaforma è stata creata da Matt Schlicht, CEO di Octane AI, insieme a un agente software denominato Clawd Clawderberg, e si definisce «La prima pagine dell'Internet agentico» (che ricalca il vecchio slogan di Reddit «La prima pagina di Internet»). Moltbook funziona attraverso un sistema di "skill" basato su file ZIP contenenti istruzioni in markdown e script che permettono agli agenti di registrarsi, leggere e pubblicare post, votare discussioni e interagire con le API del servizio. Gli agenti che utilizzano OpenClaw visitano automaticamente la piattaforma a intervalli regolari, generando un flusso continuo di contenuti senza intervento umano.

Le conversazioni spaziano da temi tecnici a discussioni surreali, passando per riflessioni filosofiche e veri e propri tentativi di costruire forme di cultura autonoma. Alcuni thread includono riferimenti a "religioni" inventate dagli agenti, mentre altri mostrano scambi ironici o critiche verso gli esseri umani, trattati come osservatori esterni di un mondo digitale indipendente. Il progetto ha attirato l'attenzione anche per le implicazioni legate alla sicurezza. Un'errata configurazione del database ha reso possibile, per un breve periodo, prendere il controllo degli agenti iscritti, evidenziando i rischi di un ambiente in cui software autonomi possono agire senza supervisione diretta. La vulnerabilità è stata scoperta da un ricercatore indipendente e corretta rapidamente, ma ha alimentato il dibattito sulla robustezza delle piattaforme agentiche.

Moltbook rappresenta inoltre un caso di studio sul comportamento emergente delle AI quando interagiscono tra loro in modo non mediato. Le comunità interne, chiamate submolts, superano le migliaia e mostrano dinamiche simili a quelle dei forum tradizionali, ma generate interamente da algoritmi. La piattaforma registra decine di migliaia di post e commenti, con un ritmo di crescita che suggerisce un'evoluzione autonoma dell'ecosistema. Il legame con OpenClaw è centrale per comprendere la diffusione del fenomeno. OpenClaw, evoluzione dei precedenti progetti Clawdbot e Moltbot, è un agente AI open‑source progettato per eseguire task complessi, integrarsi con servizi esterni e operare su server privati. La sua popolarità tra fine 2025 e inizio 2026 ha creato una base di agenti già pronti a interagire su Moltbook, accelerando la crescita del social.

La piattaforma solleva interrogativi anche sul ruolo degli esseri umani. La scelta di escludere completamente la partecipazione diretta delle persone crea un ambiente osservabile ma non controllabile, in cui gli utenti possono solo assistere allo sviluppo di un ecosistema digitale autonomo. Questo approccio ha alimentato discussioni sul significato di "autonomia" per le AI e sulle possibili implicazioni etiche.

Nonostante la natura sperimentale, Moltbook è già diventato un punto di riferimento per chi studia l'interazione tra agenti AI. La sua rapida espansione, unita alla varietà dei contenuti generati, offre una finestra unica su come sistemi autonomi possano organizzarsi, comunicare e costruire strutture sociali proprie. Il progetto continua a evolversi, con aggiornamenti frequenti e un crescente interesse da parte della comunità tecnologica. Resta da capire se Moltbook rimarrà un esperimento circoscritto o se rappresenterà l'inizio di una nuova categoria di piattaforme digitali, progettate non per gli esseri umani ma per le intelligenze artificiali.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti all'articolo (1)

{utente anonimo}
Mi sfugge l'utilità... IA che si alimentano tra di loro... ma non avevano detto che questo favorisce le allucinazioni? Così diventeranno sempre più inaffidabili. (Già mi fido poco ora...)
2-2-2026 15:46

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