Gmail chiude Gmailify e il recupero POP dagli account esterni



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-02-2026]

gmail chiude gmailify pop
Foto di Solen Feyissa.

Gmail ha deciso di interrompere il supporto a Gmailify e al recupero dei messaggi tramite protocollo POP, segnando la fine di un modello di integrazione che aveva permesso a milioni di utenti di centralizzare caselle di posta eterogenee all'interno dell'interfaccia Gmail, beneficiando delle funzioni avanzate del servizio.

Introdotto nel 2016, Gmailify consentiva di applicare filtri antispam, categorizzazione automatica, ricerca avanzata e notifiche migliorate anche agli account non Google. Con la sua dismissione, gli indirizzi esterni non potranno più sfruttare queste funzionalità, perdendo l'integrazione ibrida che aveva reso Gmail un hub di gestione multi‑account particolarmente diffuso tra professionisti e utenti con più caselle di provider diversi. Parallelamente Google ha confermato la rimozione della funzione Controlla la posta da altri account, basata sul protocollo POP3. Questa funzione permetteva di importare automaticamente i messaggi da server esterni, rendendo possibile la consultazione di caselle non Google direttamente dall'interfaccia Gmail. La dismissione del recupero POP comporta la necessità di adottare soluzioni alternative, come l'inoltro automatico configurato presso il provider esterno o l'uso di client IMAP dedicati.

Annunciato all'inizio dell'anno, il cambiamento è ora entrato in vigore; Google ha motivato la scelta con esigenze di sicurezza, razionalizzazione dei servizi e miglioramento dell'esperienza d'uso, pur senza fornire dettagli tecnici approfonditi sulle motivazioni interne che hanno portato alla chiusura delle due funzionalità. Per gli utenti che utilizzavano Gmailify, la transizione comporta la perdita di strumenti considerati essenziali da molti, come la categorizzazione automatica della posta in arrivo e la protezione antispam avanzata. Queste funzioni torneranno a dipendere esclusivamente dai filtri nativi dei provider esterni, spesso meno sofisticati rispetto a quelli di Gmail. La modifica avrà un impatto particolare su chi gestiva indirizzi professionali o aziendali non basati su Google Workspace.

La rimozione del supporto POP incide anche sulle modalità di archiviazione e sincronizzazione dei messaggi. POP, pur essendo un protocollo datato, era ancora utilizzato da molti utenti per mantenere copie locali delle email o per centralizzare la posta su un unico servizio. Con la sua eliminazione, Google spinge verso l'adozione esclusiva di IMAP, che consente una sincronizzazione più moderna ma richiede configurazioni diverse e non sempre supportate in modo ottimale da tutti i provider. Le alternative suggerite includono l'inoltro automatico dei messaggi dal provider esterno verso Gmail, una soluzione che però dipende dalla disponibilità e dall'affidabilità delle funzioni offerte dai singoli servizi di posta. In alcuni casi l'inoltro potrebbe non replicare completamente il comportamento del recupero POP, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle copie locali e la sincronizzazione bidirezionale.

Google ha inoltre indicato che la gestione degli account esterni tramite l'app Gmail su dispositivi mobili continuerà a essere supportata, ma con modalità differenti rispetto al passato. L'applicazione potrà ancora visualizzare caselle non Google, ma senza le funzioni avanzate garantite da Gmailify. Questo comporta un'esperienza d'uso meno uniforme tra desktop e mobile, con possibili ripercussioni sulla produttività degli utenti che lavorano su più dispositivi. La decisione si inserisce in una strategia più ampia di riduzione delle integrazioni con servizi di terze parti, privilegiando un ecosistema più chiuso e orientato all'uso di account Google nativi. Le implicazioni non riguardano solo gli utenti privati ma anche aziende e professionisti che avevano standardizzato la gestione multi‑account su Gmail, sfruttando la piattaforma come punto di accesso centralizzato.

Il cambiamento ha suscitato reazioni contrastanti tra gli utenti, soprattutto per la mancanza di alternative equivalenti offerte direttamente da Google. La transizione richiederà una revisione delle configurazioni esistenti e, in alcuni casi, l'adozione di nuovi strumenti o client di posta. L'impatto effettivo dipenderà dalla capacità dei provider esterni di offrire soluzioni compatibili e dalla disponibilità degli utenti ad adattarsi a un modello di gestione meno integrato rispetto al passato.

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