Dai Blu-ray alle chiavette USB: la startup che vuole reinventare la distribuzione dei film

Grazie a Video Store Age l'era dei supporti fisici non è ancora terminata.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-03-2026]

videostoreage
Immagine: Video Store Age

Video Store Age è una startup statunitense per la quale l'era della distribuzione dei film su supporto fisico non è per niente conclusa; rispetto al passato ora non conviene più puntare su DVD e Blu‑ray, ma su chiavette USB crittografate. Questo formato, con il quale distribuisce film indipendenti, offre capacità maggiori, compatibilità universale e non deve sottostare ai vincoli imposti dalle piattaforme di streaming.

Il progetto prevede la vendita di film su chiavette USB protette da sistemi di cifratura proprietari, con l'evidente obiettivo di impedire la copia non autorizzata e garantire agli autori un controllo più diretto sulla distribuzione. Le unità USB vengono fornite in confezioni fisiche, analoghe a quelle dei dischi ottici, ma con capacità di archiviazione molto superiori anche rispetto ai supporti Blu‑ray. La startup spiega infatti che il formato USB permette di distribuire contenuti in risoluzioni elevate, incluse versioni 4K e 8K, senza le limitazioni di spazio tipiche dei supporti ottici. Le chiavette possono inoltre includere materiali aggiuntivi come scene eliminate, interviste e contenuti interattivi, sfruttando la maggiore flessibilità del supporto.

Il progetto nasce in un contesto in cui la produzione di lettori Blu‑ray è in calo. Alcuni produttori giapponesi hanno già interrotto la realizzazione di nuovi modelli, lasciando sul mercato solo poche per PC da collegare via porta USB. Parallelamente, il mercato dei supporti fisici continua a ridursi a favore dello streaming, che domina la distribuzione commerciale. Tuttavia, secondo Video Store Age, esiste ancora una nicchia di appassionati e collezionisti interessati a possedere copie fisiche dei film, soprattutto nel settore indipendente, dove molti titoli non raggiungono le piattaforme mainstream.

La proposta si inserisce anche in un dibattito più ampio sul futuro dei supporti fisici. Nonostante il declino del Blu‑ray, una parte degli utenti continua a preferire copie locali per motivi di qualità, preservazione e accesso offline. In alcuni casi, l'acquisto di un lettore Blu‑ray esterno è ancora considerato un investimento utile per accedere a contenuti non disponibili in streaming. Video Store Age si presenta come un modello di distribuzione più sostenibile per i piccoli studi cinematografici, che spesso non dispongono delle risorse necessarie per pubblicare su supporti ottici. La produzione di chiavette USB personalizzate risulta più semplice e meno costosa rispetto alla masterizzazione di dischi Blu‑ray, soprattutto per tirature limitate.

Il progetto non mira a sostituire completamente lo streaming, ma a offrire un'alternativa fisica per chi desidera possedere una copia permanente del contenuto. La startup ritiene che questo modello possa favorire la conservazione a lungo termine dei film indipendenti, riducendo il rischio che titoli minori scompaiano dalle piattaforme digitali. Al momento non ci sono indicazioni riguardanti la compatibilità delle chiavette con i vari dispositivi che potrebbero ospitarle: non è chiaro se i contenuti crittografati possano essere aperti da qualsiasi lettore software o se invece sia necessario rivolgersi a un software proprietario, magari fornito insieme alla chiavetta stessa.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 7)

In questo caso forse servirà anche e soprattutto l'appoggio dei produttori indipendenti a cui, ho capito, principalmente si rivolgono e l'altro punto critico è quello citato nel finale dell'articolo relativo alla compatibilità delle chiavette e del loro metodo anti copia e delle relative modalità di fruizione dei contenuti che, se... Leggi tutto
24-3-2026 15:39

Anch'io spererei che i supporti fisici potessero sopravvivere e non fossero destinati ad essere completamente soppiantati dallo streaming ma temo che quello che importa a chi fa e distribuisce film, a livello mainstream, sono i soldi ed hanno capito che con lo streaming possono farne molti di più per cui non sono affatto ottimista sul... Leggi tutto
24-3-2026 15:25

Anche sui Blueray la SIAE prende soldi, illuso se credi che non prenda soldi, anche se con motivi e giustificativi diversi. Considerate che la Nintendo distribuisce i suoi giochi per la Switch tramite cartucce dati simili alle SD card speciali con capacità fino a 32 GB. Quindi teoricamente sarebbe già possibile distribuire contenuti che... Leggi tutto
20-3-2026 19:28

{Roberto Perin}
Io sono del parere di tenere i Blu-Ray e non vedo perché toglierli, visto che supporti ottici non funzionano con internet. Io amo i fils e non voglio dipendere da internet per godermi un film. Meglio acquistare un film in Blu-Ray che in streaming perché ce l'ho fisicamente ed è mio perché l'ho... Leggi tutto
20-3-2026 11:39

La startup e' finanziata dalla SIAE (probabilmente), che puo' incassare il Compenso per Copia Privata, che si paga sulle chiavette ma non sui BluRay. .
19-3-2026 11:46

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