Così ChatGPT punta a smarcarsi da Nvidia.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-06-2026]

OpenAI sta cercando di staccarsi da Nvidia, da cui dipende per i chip che consentono a ChatGPT di esistere, e ha così presentato Jalapeño, il suo primo chip personalizzato. Il processore, sviluppato in collaborazione con Broadcom, è un ASIC ottimizzato esclusivamente per l'inferenza, già in grado di eseguire carichi di lavoro di produzione come il modello GPT‑5.3‑Codex‑Spark, secondo i test preliminari. Il chip nasce anche con l'obiettivo di migliorare l'efficienza energetica e il rapporto prestazioni/Watt nelle operazioni di inferenza, la fase in cui un modello già addestrato risponde alle richieste degli utenti. A differenza delle GPU generaliste, Jalapeño è costruito attorno ai pattern computazionali e ai flussi di token tipici dei modelli linguistici di grandi dimensioni. L'architettura privilegia la riduzione degli spostamenti di dati, l'ottimizzazione della memoria e la gestione del networking interno ai server.
Secondo OpenAI, il progetto è stato completato in circa nove mesi, un tempo insolitamente rapido per un ASIC ad alte prestazioni. La società afferma di aver utilizzato i propri modelli per accelerare parti del processo di progettazione, integrando generazione e ottimizzazione automatica nelle fasi preliminari. Broadcom ha curato l'implementazione del silicio e la produzione, mentre Celestica si occuperà dell'assemblaggio dei rack destinati ai data center. I primi test indicano che Jalapeño offre prestazioni per Watt significativamente superiori rispetto alle soluzioni attuali. Il CEO di Broadcom, Hock Tan, ha dichiarato che il chip raggiunge livelli comparabili alle GPU Nvidia Blackwell e alle TPU di Google. OpenAI prevede di pubblicare un rapporto tecnico dettagliato nei prossimi mesi, quando saranno disponibili misurazioni definitive.
Il processore è pensato per essere meno flessibile di una GPU, ma più efficiente su un insieme ristretto di operazioni critiche per i servizi dell'azienda. L'ottimizzazione riguarda i kernel LLM, la gestione della memoriae la comunicazione interna ai nodi. L'obiettivo è aumentare il numero di token elaborati per watt, riducendo i costi operativi dei servizi come ChatGPT, Codex e le API. Jalapeño vuole rappresentare inoltre il primo passo di una piattaforma hardware multi‑generazionale che OpenAI intende distribuire su larga scala entro la fine del 2026. La roadmap prevede sistemi installati a livello di gigawatt nei data center dei partner, con successive iterazioni del chip sviluppate insieme a Broadcom e integrate nell'infrastruttura cloud di Microsoft.
Il progetto si inserisce in una tendenza più ampia del settore: Google, Amazon e Meta stanno già investendo in chip proprietari per ridurre i costi e controllare l'intera catena tecnologica. OpenAI segue la stessa direzione, puntando a una maggiore autonomia nella gestione dell'hardware necessario per i propri modelli. La società ha dichiarato che «progettare più parti dello stack permette di servire più intelligenza con maggiore efficienza», come affermato dal presidente Greg Brockman. OpenAI ha dichiarato che Jalapeño è progettato per funzionare con tutti i modelli linguistici attuali e futuri, grazie a un'architettura flessibile ma focalizzata sulle esigenze dell'inferenza. La società prevede che il chip diventerà parte integrante della propria infrastruttura, insieme ai data center e ai sistemi software che già gestisce internamente.
Il progetto è anche un tassello della strategia di lungo periodo dell'azienda, che punta a costruire un'infrastruttura completa, dai modelli ai prodotti fino ai chip. L'obiettivo dichiarato è rendere l'intelligenza artificiale più accessibile, affidabile e sostenibile, riducendo al tempo stesso la dipendenza da fornitori esterni e migliorando la prevedibilità dei costi operativi.
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