Così il governo ha pensato bene di raddoppiare le multe per le piattaforme che non bloccano i minori.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-06-2026]

Circa un anno e mezzo fa, l'Australia ha vietato l'accesso ai social media a tutti i minori di 16 anni. Il risultato? Quasi tutti gli under 16 australiani aggirano i divieti e, perciò, il governo ha annunciato un aumento delle sanzioni per le piattaforme che non rispettano le norme sulla sicurezza online, accusate di facilitare l'aggiramento della legge. I dati pubblicati dall'eSafety Commissioner mostrano infatti che la maggioranza dei minori utilizza servizi vietati per età, nonostante le restrizioni introdotte negli ultimi anni.
Secondo le informazioni disponibili, oltre l'80% dei ragazzi tra 14 e 15 anni accede regolarmente a piattaforme che richiedono un'età minima di 16 anni. Anche tra gli under 13, più della metà utilizza social network che prevedono limiti più elevati. Le analisi indicano che i minori aggirano i controlli tramite l'inserimento di date di nascita false, l'uso di account familiari o la creazione di profili non riconducibili alla loro identità reale. Il governo australiano ha dichiarato che le piattaforme non stanno applicando in modo efficace i sistemi di verifica dell'età. Le autorità hanno spiegato che i metodi attuali, basati su autodichiarazioni o controlli superficiali, non sono sufficienti a impedire l'accesso ai minori. Per questo motivo, il governo ha annunciato un aumento delle sanzioni per quanti non rispettano gli obblighi previsti dalla normativa sulla sicurezza digitale.
Le nuove misure prevedono multe fino a 7,8 milioni di dollari australiani per le piattaforme che non adottino sistemi adeguati di verifica dell'età o che non rimuovano contenuti dannosi in tempi rapidi. Il governo ha spiegato che l'obiettivo è «proteggere i minori da rischi significativi», indicando che le piattaforme devono implementare controlli più rigorosi e sistemi di moderazione più efficaci. Secondo l'eSafety Commissioner, i minori accedono ai social principalmente per comunicare con amici, seguire contenuti di intrattenimento e partecipare a comunità online. Tuttavia, l'accesso precoce espone i ragazzi a rischi legati a cyberbullismo, contatti indesiderati, contenuti inappropriati e raccolta non autorizzata dei dati personali. Le autorità hanno sottolineato che la mancanza di verifiche efficaci aumenta la probabilità che i minori entrino in contatto con contenuti non adatti alla loro età.
Le analisi mostrano che i sistemi di verifica basati sull'intelligenza artificiale non sono ancora sufficientemente affidabili. Alcuni strumenti di riconoscimento dell'età tramite analisi del volto presentano margini di errore elevati, mentre i metodi basati su documenti digitali non sono stati adottati su larga scala dalle piattaforme. Il governo ha indicato che le piattaforme devono investire in tecnologie più robuste e in procedure di controllo più accurate. Le autorità australiane stanno valutando anche l'introduzione di un sistema nazionale di verifica dell'età, che consentirebbe alle piattaforme di confermare l'identità degli utenti senza raccogliere dati sensibili. Il modello prevede l'uso di certificazioni digitali anonime che attestino l'età dell'utente senza rivelarne l'identità completa. Il governo ha spiegato che questa soluzione potrebbe ridurre i rischi legati alla privacy.
Le piattaforme social hanno risposto alle nuove misure dichiarando di voler collaborare con le autorità. Alcune aziende hanno affermato che stanno testando sistemi di verifica più avanzati, mentre altre hanno indicato che l'implementazione richiede tempo e investimenti significativi. Il governo ha sottolineato che l'aumento delle multe è parte di una strategia più ampia per migliorare la sicurezza online dei minori. Le misure includono campagne di sensibilizzazione, programmi educativi e collaborazioni con scuole e famiglie per promuovere un uso più consapevole dei social network.
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