[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-07-2026]

Amazon ha presentato all'americana FCC un piano per realizzare una costellazione di oltre 5.000 satelliti in orbita terrestre bassa, con l'obiettivo di offrire connessioni dirette tra smartphone e rete satellitare a partire dal 2028. Il progetto punta a coprire aree prive di infrastrutture mobili terrestri e a competere con sistemi già attivi o in sviluppo, come Starlink. La rete, denominata Amazon Leo, prevede il dispiegamento di 5105 satelliti a quote comprese tra 510 e 580 chilometri. Secondo la documentazione presentata, il sistema sarà in grado di gestire chiamate vocali, messaggi, traffico dati e comunicazioni di emergenza direttamente dallo spazio verso dispositivi commerciali. La tecnologia è classificata come Direct‑to‑Device (D2D), un approccio che consente ai telefoni di collegarsi ai satelliti senza hardware dedicato.
Il progetto si basa sull'acquisizione di Globalstar, operatore già attivo nel settore delle comunicazioni satellitari. L'operazione, del valore di circa 9,6 miliardi di euro, garantisce ad Amazon l'accesso alle frequenze necessarie e a una parte dell'infrastruttura esistente. Il completamento dell'acquisizione è previsto per il 2027, e rappresenta il fondamento regolamentare e tecnico dell'intera iniziativa. I satelliti della costellazione Amazon Leo saranno dotati di capacità di elaborazione a bordo - una differenza significativa rispetto ai sistemi più datati che si limitavano a ritrasmettere i segnali verso la Terra - e utilizzeranno collegamenti laser inter‑satellitari per instradare il traffico in modo dinamico, riducendo la latenza e migliorando la resilienza della rete.
Amazon ha già definito alcune partnership strategiche per garantire l'utilizzo del sistema. Tra queste figurano accordi con Apple, che integrerà servizi satellitari per funzioni di emergenza e assistenza, e con operatori come Vodafone, interessati a estendere la copertura nelle aree rurali e nei territori colpiti da calamità. Il sistema è pensato anche per applicazioni professionali, come la gestione di flotte globali e il controllo di macchinari in zone remote. La rete mira inoltre a supportare l'Internet delle Cose, offrendo connettività a dispositivi industriali e sensori distribuiti su larga scala.
Non mancano però in questo piano gli elementi problematici. L'aumento del numero di satelliti in orbita bassa contribuisce al problema del traffico spaziale e della produzione di detriti. Le fonti riportano che, considerando i progetti di vari operatori, esistono già proposte per oltre 1,7 milioni di nuovi satelliti, una cifra che potrebbe alterare significativamente l'aspetto del cielo notturno. La luce riflessa dai satelliti interferisce inoltre con le osservazioni astronomiche e ostacola la ricerca scientifica. Gli astronomi segnalano infatti che le grandi costellazioni complicano la rilevazione di asteroidi potenzialmente pericolosi e disturbano le misurazioni per la climatologia. Per mitigare gli effetti, i progettisti devono adottare rivestimenti meno riflettenti e procedure di smaltimento più rapide. Amazon prevede che i propri satelliti abbiano una vita operativa di sei‑otto anni, dopo la quale verranno deorbitati per bruciare nell'atmosfera entro circa due mesi.
Il progetto Amazon Leo si inserisce in una competizione crescente nel settore delle telecomunicazioni satellitari. L'integrazione diretta con gli smartphone rappresenta una delle frontiere più ambiziose, con diversi operatori impegnati a sviluppare soluzioni simili. La combinazione di elaborazione a bordo, collegamenti laser e partnership con produttori di dispositivi indica che Amazon punta a un sistema capace di operare su scala globale. La richiesta alla FCC rappresenta il primo passo formale verso la realizzazione della costellazione. Il dispiegamento dei satelliti, previsto a partire dal 2028, richiederà una capacità di lancio significativa e una gestione complessa del traffico orbitale.
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