Matter: l'IoT non sarà più la stessa

Cassandra Crossing/ Un'evoluzione tecnologica apparentemente auspicabile e positiva aumenterà invece i pericoli per gli utenti?



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 02-06-2023]

matter iot

D'accordo, Cassandra si è già espressa molte volte sui pericoli che si nascondono nell'Internet delle Cose. Ne ha dato descrizioni, tanto inquietanti quanto inascoltate, in queste due precedenti puntate della rubrica paragonando i potenziali pericoli degli "oggetti intelligenti" dell'IoT a quelli di Colui che sussurrava nel buio, capolavoro del genere fantasy/horror del grande H. P. Lovercraft, appartenente al ciclo di Cthulhu. Cassandra consiglia una veloce lettura di ambedue gli articoli prima di proseguire.

Orbene, è notizia di più recente, riportata in questo articolo di Slashdot che tutti i produttori di "oggetti intelligenti" - e parliamo anche di Apple, Google, Samsung, Amazon - si stanno improvvisamente precipitando ad adottare il nuovo standard Matter.

Di che cosa si tratta? In termini riassuntivi Matter è uno standard aperto ed interoperabile per far colloquiare tra loro gli oggetti dell'IoT. In termini tecnici è un'evoluzione senz'altro positiva, da un mondo proprietario a uno aperto, un nuovo standard industriale.

Significa che presto i prossimi oggetti IoT di un certo produttore potranno "parlare" con quelli di tutti gli altri, e che anche alcuni degli oggetti già nelle vostre case, con opportuni aggiornamenti software od altri trucchetti, lo potranno fare.

«Che bello!» diranno alcuni irriflessivi dei 24 lettori di Cassandra. «Timeo Danaos, et dona ferentis» - Temo i Greci e chi reca doni. Bello quel cavallo, guarda come è ben rifinito, un ottimo lavoro di ebanisteria, e senti il profumo del legno appena lavorato.

Vediamo invece la cosa dal solito andreottiano punto di vista, tanto amato da Cassandra. Ciascun produttore di oggetti IoT si è da tempo creato il proprio walled garden (giardino recintato) di prodotti che parlano solo tra loro, in alcuni casi con grandissimo successo economico. È il caso, per esempio, di Amazon Alexa con i campanelli Ring e gli aspirapolvere iRobot, oppure di Google con il suo assistente Home e i termostati Nest.

Cosa è successo? Davvero questi signori improvvisamente si suicidano commercialmente abbattendo i loro walled garden per abbracciare un modello open? Troppo bello per essere vero... infatti non è vero. In realtà il modello del walled garden, che tanto successo ha arrecato in altri settori, per esempio ad Apple, può essere meno conveniente di un modello aperto in un mercato dove i soldi veri non si fanno vendendo oggetti ma usandoli per intercettare dati personali.

In questo caso, con opportuni accordi più o meno sottobanco, diventa conveniente per tutti abbattere i muri dei walled garden per creare un mondo di oggetti intelligenti, tutti potenzialmente interconnessi tra loro tramite una sorta di esperanto tecnologico. Può anche accelerare enormemente l'introduzione dell'IoT e quindi aumentare ulteriormente la quantità di dati che possono essere intercettati, oltretutto facilitandone la gestione e lo scambio.

Cassandra vi ha fatti preoccupare abbastanza. No? Allora proseguiamo. Un secondo pericolo, assolutamente da non sottovalutare, è l'omogeneizzazione dei protocolli e delle piattaforme; cosa succederà quando, inevitabilmente, qualcuno scoprirà uno 0-day nelle implementazioni del protocollo Matter? Quali danni potrebbe fare una botnet di tutti gli oggetti IoT del mondo, e quanto sarebbero grandi gli incidenti di sicurezza che ne deriverebbero? Quanto tecnocontrollo potrebbe essere realizzato, in maniera semplice e generalizzata, come sottoprodotto di un mondo IoT diventato omogeneo?

Sì, questa medaglia tecnologica, bellissima e scintillante dal lato tecnico, ha un rovescio davvero molto opaco e preoccupante. Stateve accuorti!

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Commenti all'articolo (4)

La massa compra un frigo per tenere la roba in fresco, la lavatrice per pulire i panni e la lavastoviglie i piatti. il cd. IoT esiste da molti anni oramai ma fino ad adesso nella realtà del mercato consumistico non ha sfondato, e chi dice il contrario dovrebbe prendere uno studio indipendente, non le pubblicità di apple e Google, che... Leggi tutto
13-6-2023 21:54

Non mi trovi d'accordo. Il primo punto riguarda la sicurezza dei dati, ma credo che adesso la situazione sia nettamente peggiore. Ogni dispositivo smart ha una propria app, quasi sempre con server all'estero (e molto spesso in Cina), non sai quali e quanti dati vengano inviati a chi, e così via. Con uno standard aperto puoi invece... Leggi tutto
8-6-2023 10:32

{alteo}
Direi che è utile parlare di queste cose per acquisirne coscienza, ma è del tutto inutile dal lato pratico. Sono le masse, adeguatamente pilotate da chi ne ha interesse, a determinare la direzione dei mercati, mentre le minoranze, quantunque coscienti e restie, devono seguire o migrare (e fra un po' non ci saranno... Leggi tutto
5-6-2023 09:26

Direi che se i grandi attori dei prodotti IoT adottano uno standard aperto e comune lo fanno solo perché pensano di ottenere maggiori profitti e vantaggi rispetto alla situazione attuale, quindi mi sento di condividere in toto le preoccupazioni di Cassandra.
4-6-2023 18:11

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