Facebook, insulti per il presidente del Canton Ticino

Aveva criticato il referendum anti-immigrazione.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-08-2014]

bertoli ticino

«Un deficiente in Consiglio di Stato»: così si chiamava il profilo anonimo aperto su Facebook nei primi giorni di agosto.

Oggetto dell'insulto era Manuele Bertoli, presidente del governo del Canton Ticino ed esponente del locale Partito Socialista, "colpevole" di aver pronunciato durante la festa nazionale del primo agosto un discorso in cui criticava il referendum anti-immigrazione. L'articolo continua qui sotto.

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''Chi sbarca in Italia va via per non morire, va via perché c'hanno una guerra, un maremoto... come fai a fermarli? Bisogna creare delle strutture intelligenti, inserirli piano piano a fare delle cose perché sono gente straordinaria. E' un processo di cui non se ne può fare a meno. Arrivano, arrivano a riprendersi un pochino di quello che gli abbiamo tolto in 200 anni''. Chi è?
(Vedi poi la soluzione)
Uno che non considera prioritario lo Ius Soli per dare diritti di cittadinanza ai figli della "gente straordinaria" che arriva in Italia.
Uno che non vuole abolire il reato di clandestinità per non portare il suo partito a percentuali da prefisso telefonico.
Uno che ordina ai suoi parlamentari un voto contrario alla legge che ha abolito in Italia il reato penale di clandestinità.
Uno che ha messo come requisito indispensabile per l'appartenenza al suo partito politico la cittadinanza italiana.
Uno che da normale cittadino diceva pacatamente cose di buon senso ma una volta entrato nei meccanismi del potere è costretto a dire e fare minchiate per tenere insieme milioni di ignoranti e razzisti che toglierebbero il voto a proposte pacate e di buon senso.
Tutti quelli nominati finora.

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Dopo alcune ore dall'apertura del profilo, gli amministratori di Facebook hanno provveduto alla sua chiusura, decisa in seguito alle proteste.

A questo proposito Bertoli ha dichiarato al Corriere del Ticino: «Sono cose che, purtroppo, in Ticino succedono. Ed è curioso che accadano proprio da noi. Spesso teniamo a sottolineare quanto siamo diversi dagli italiani con un sacco di distinguo, ma sulla cultura dell'insulto siamo capaci di importare il peggio di quello che c'è oltre confine. Purtroppo le cose stanno così».

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

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