Google come Apple: vuole il 30% degli incassi delle app Android

Per restare nel Play Store, tutti dovranno usare il sistema di pagamento di Google.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-09-2020]

Google Play 30

Viene da chiedersi se il pensiero «Se lo fa Apple, deve essere un'idea furba» non sia così radicato da spingere a imitare l'azienda di Cupertino anche quando essa stessa si trova nei guai a causa delle sue scelte.

A spingere a questa riflessione è Google, che di recente ha annunciato come, prossimamente, tutte le app disponibili sul Play Store debbano per forza adoperare il sistema di pagamento di Google, oppure lasciare la piattaforma.

In realtà tale obbligo sarebbe già in vigore, ma a quanto pare la policy è poco chiara, e ciò ha consentito ad alcuni sviluppatori di adoperare sistemi alternativi per ricevere i pagamenti dagli utenti.

Infatti grandi realtà come Netflix o Spotify hanno sempre utilizzato sistemi di pagamento propri, traendone un vantaggio preciso.

Se non si usa il sistema di gestione dei pagamenti di Google, infatti, si evita di dover versare al gigante di Mountain View il 30% della cifra incassata dall'utente, ossia esattamente ciò che succede sull'App Store di Apple e che è causa del lungo braccio di ferro (anche legale) con Epic Games.

Costringendo gli sviluppatori a utilizzare il proprio sistema di pagamento, Google si pone quindi nella stessa condizione di Apple: pretenderà il 30% di ogni vendita, e magari si metterà nei guai con qualcuno sufficientemente grande da pensare di poterle muovere guerra.

Forse non ci sarà un produttore di app tanto audace; eppure Epic Games, già cacciata in agosto anche dal Play Store per lo stesso motivo per cui era stato cacciata dall'App Store, ha già intentato una causa contro Google per il trattamento riservatole.

I padroni dei due ecosistemi per smartphone più diffusi stanno insomma restringendo un po' lo spazio di manovra per chi opera all'interno dei loro recinti, anche se bisogna notare come la maggior parte già segua le linee guida: nel caso di Google, per esempio, il sistema di pagamento che diventerà obbligatorio è già usato dal 97% delle app.

Nonostante la diffusione, però, non sono pochi gli sviluppatori che mugugnano nel dover pagare quella che ritengono una «tassa digitale» forse anche giusta ma eccessiva, che impedisce loro di competere con i concorrenti, soprattutto se questi ultimi hanno alle spalle aziende di dimensioni superiori alle loro.

È nata proprio in seguito a questa situazione la Coalition for App Fairness, che comprende svariati membri tra cui Spotify, Basecamp, Epic Games e Match Group (che produce Tinder e Hinge), e con la speranza di riuscire a raggiungere un accordo con Apple e Google. Segni positivi in questo senso, però, al momento non ce ne sono; anzi, la direzione intrapresa pare proprio opposta.

L'obbligo per gli sviluppatori di app per Android scatterà il 30 settembre 2021; dopo quella data, le app che non si saranno allineate dovranno lasciare il Play Store.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Approfondimenti
Fortnite scomparso da App Store e Google Play: che succede?

Commenti all'articolo (2)

Pi¨ che una commissione, il 30% mi sembra strozzinaggio... Del resto se nessuna authority inizia ad indagare seriamente per abuso di posizione dominante anche su questi temi mi sa che c'Ŕ poco da fare, speriamo che i procedimenti giÓ avviati da Epic Games sfocino in sentenze favorevoli che possano fare giurisprudenza sul tema e limitare... Leggi tutto
28-11-2020 15:27

{acci}
Il 30 percento per esporre le app nel proprio "negozio" (obbligato dalla stessa Google/Apple) è una commissione semplicemnte esosa. Il pregio di questa faccenda è che fa emergere, anche per un pubblico più vasto degli addetti ai lavori (grazie a Fortinite), il lato oscuro del monopolista, quello che la... Leggi tutto
29-9-2020 20:48

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
Secondo te, come nascono la maggior parte delle bufale che girano su Internet?
Come scherzi rivolti esclusivamente ad amici e conoscenti (che poi involontariamente li propagano in giro)
Dalla "buona volontÓ" di persone che credono di fare un favore al mondo diffondendo dicerie e stranezze dandole automaticamente per buone
Dalla curiositÓ di vedere se una propria invenzione possa diventare "famosa" sulla rete, ma anche quanta gente ci arriverÓ a credere e con che velocitÓ si propagherÓ
Dalla volontÓ di creare disinformazione su determinati argomenti
Altro (specificare)

Mostra i risultati (2198 voti)
Marzo 2021
Hard disk a confronto con SSD nei data center
Sciami di router nelle nostre case conoscono la nostra posizione
Febbraio 2021
Nuovi Mac, gli SSD durano pochissimo
Elettrodomestici, A+++ può diventare B o C
Se non accetti le nuove condizioni, WhatsApp ti cancella l'account
Come perdere mezzo miliardo: non serve smarrire la password del wallet Bitcoin
Sms svuota conto corrente: occhio alla truffa
Vendere o comprare una casa online all'asta (senza Tribunale)
Hacking e caffeina: 167.772 euro da spendere in caffè
Arriva LibreOffice 7.1 Community ma è importante non usarlo in azienda
Didattica a distanza, genio su Zoom
La Stampa, L’Espresso, il Corriere e il metodo redazionale: nessuno rilegge
Sgominato Emotet, la madre di tutti i malware
Gennaio 2021
iPhone 12 e pacemaker, meglio che stiano lontani
Minori su Tik Tok, accesso con Spid?
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 4 marzo


web metrics