Animismo digitale

Cassandra Crossing/ Essere nativi digitali e ignoranti delle tecnologie cede il potere a chi le tecnologie le controlla?



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-04-2021]

millennials

Come ha ripetuto millanta volte in passato, Cassandra è spesso debitrice di concetti importantissimi a post eccezionali rinvenuti nei forum dei suoi articoli. Oggi rende omaggio a un commento del 2021 di un articolo del 2019, che ahimé non riesce a ritrovare. L'animismo digitale è la convinzione inconscia che permea i nativi digitali che non si interessano di tecnologie.

Si tratta di un fenomeno psicologico semplice e quasi totalmente inconscio. Chi non conosce le tecnologie e non se ne cura minimamente, quando si trova davanti a oggetti dal comportamento sofisticato, reagisce ritenendo "naturale" il loro comportamento.

Il nativo digitale, che è tale in quanto usa (ma non conosce) le tecnologie, considera un comportamento naturale lo sfogliare le foto su un display utilizzando un dito, o ingrandirle utilizzandone due. Non conosce, e d'altra parte non sarebbe nemmeno interessato a conoscere, le CPU, la RAM, gli schermi OLED, i touchscreen, le interfacce utente, il software, e non può quindi percepire l'interazione di tutte queste cose che rende possibile il gesto "naturale" di sfogliare le foto con un dito. Per lui si tratta di un dato di realtà, ovvio come un postulato, che non suscita quindi nessuna domanda o curiosità.

Situazioni più complesse dello sfogliare foto creano però grossi problemi. Come si pone il nativo digitale di fronte ad Alexa, o all'assistente digitale di un'auto, o davanti a un'intelligenza artificiale, o a un totem dotato di telecamera?

Non avendo nel suo bagaglio culturale le tecnologie (o almeno la loro esistenza), il suo comportamento è identico a quello del buon selvaggio che sente una radio; dopo aver controllato che non ci sia una persona dentro, deduce che l'oggetto ha un'anima, e deve comportarsi così.

Qualcuno dei 24 lettori potrebbe concludere frettolosamente che in fondo è un bene, e che la mente dei giovani nativi digitali può così occuparsi di questioni più importanti dei dettagli tecnologici. È una conclusione possibile, in effetti, anche se di solito il disinteresse non è la strada maestra per le conquiste culturali e intellettuali.

Sondaggio
A partire da quale età i bambini dovrebbero avere uno smartphone personale?
Nessuna
3 anni o meno
4-5 anni
6-7 anni
8-9 anni
10-11 anni
12-14 anni
15-17 anni

Mostra i risultati (1868 voti)
Leggi i commenti (8)

Ma il problema che si crea, e che preoccupa Cassandra e il suo ignoto lettore, è diverso; non è culturale, ma di potere. Chi non conosce le tecnologie e accetta il comportamento degli oggetti e dei fenomeni digitali come proprietà naturali, rinuncia a esercitare il potere di un pensiero critico. Ne diventa incapace, proprio come gli Eloi del romanzo La macchina del tempo di H.G. Wells.

Lascia tutto il potere in mano di chi comprende e utilizza le tecnologie per programmare il comportamento degli oggetti e dei fenomeni digitali; portando avanti il parallelo con La macchina del tempo, lascia questo potere ai Morlock. Gli lascia il potere (ricordate Cambridge Analytica?) di "programmare" il comportamento delle persone senza che se ne accorgano. Abdica quindi al ruolo dialettico di chi, anche senza averlo, è conscio del potere altrui veicolato dagli oggetti e può, se necessario, metterlo in discussione.

Vi ricordate cosa succedeva agli Eloi nelle notti senza luna, vero? I Morlock, dopo averli allevati e nutriti, se li mangiavano. La conclusione è che l'animismo digitale favorisce e amplifica il perdurare di un'ignoranza delle tecnologie, e lascia la conoscenza e il controllo delle tecnologie, e il potere che ne deriva, a coloro che le possiedono o controllano.

La percezione di questo animismo per i nativi digitali è molto difficile; con la parziale eccezione di coloro che nelle tecnologie sono impegnati in prima persona. L'equivalenza tra nativo digitale e animista digitale è quasi perfetta.

Il non essere naturalmente schiavi dell'animismo digitale resta appannaggio solo di coloro che, pur non interessati alle tecnologie, ne vogliono comprendere gli effetti, o alle persone, ormai di una certa età, che le tecnologie le hanno viste nascere ed evolvere, e che, anche se non le conoscono, non possono ignorarle. La nonna è, anche sulle tecnologie e nella sua "ignoranza", più saggia del nipote.

Ma le tecnologie diventano ogni giorno più complesse e numerose. Anche coloro che in prima battuta sono dentro le tecnologie in realtà ne comprendono una parte così piccola che facilmente possono perdere la capacità di generalizzare e ricadere, per tutto il resto, nell'animismo digitale.

Per esempio, un sofisticato programmatore di backend web, che conosce linguaggi e ambienti di sviluppo sofisticati e "alla moda", può non conoscere niente di reti e dei loro fondamentali: cosa è il DNS, l'ARP o il TCP/IP (e con i più giovani, credete a Cassandra, succede davvero!).

Questo tipo di situazione, in prospettiva, può condurre anche un "addetto ai lavori" verso un inconscio animismo digitale, e la conseguente impossibilita di percepire i giochi di potere sottostanti, particolarmente se attinenti a tecnologie fuori dalla sua comfort zone e che quindi non conosce affatto.

Ci avevate mai pensato? Riconoscete in voi stessi un po' di animismo digitale? Cassandra ha la sua risposta.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Approfondimenti
Vodafone, alfabetizzazione informatica per gli over 50
La scuola, confine tra nativi digitali e immigranti

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 9)

Sarà che io i nativi digitali li ho sempre considerati, nella maggior parte, analfabeti digitali quindi il mio pensiero, su questo tema, non è certo molto distante dalla nostra Cassandra...
24-4-2021 13:42

Il discorso è interessante, basta non diventi circolare spiegandolo a colpi di figure psicologiche...
21-4-2021 22:39

Da lettore n.25 vorrei rispondere con la mia breve storia nel mondo dell'informatica. Quando uscirono i primi home computer, i Commodore 64, partecipai a un corso di programmazione in basic tenuto dal programmatore di un centro elettronico di una banca. Alla fine del corso ci disse che sarebbe stato felice di sapere che il corso era... Leggi tutto
19-4-2021 21:10

Il tuo esempio calza a pennello: per guidare è richiesta una scuola guida, una patente e c'è un limite minimo di età (peccato non valga anche per le biciclette...). Nell'utilizzare internet invece la gente è impreparata a gestire i rischi che corre.... Leggi tutto
19-4-2021 01:09

{al}
pensavo fosse relativo all'anima dei defunti. tipo il tizio a cui ho appena fatto i complimenti su hackaday.io ma che è trapassato un anno fa.
18-4-2021 21:35

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
I bambini sempre più spesso entrano in contatto con la tecnologia a una tenera età (per giocare, comunicare e cercare informazioni), anche grazie alla diffusione di smartphone e tablet. Quale dovrebbe essere la maggiore preoccupazione dei genitori?
Potrebbero visionare materiale inappropriato o visitare siti inopportuni.
Potrebbero comunicare con sconosciuti o persone non ritenute affidabili.
Potrebbero essere vittime di cyberbullismo, sui social network o altrove.
Potrebbero spendere denaro online senza che i genitori lo sappiano, anche a causa delle app che richiedono acquisti online durante i giochi.
Potrebbero diffondere dati personali (compresi foto e filmati) senza essere coscienti dei rischi.
Potrebbero incorrere in difficoltà a relazionarsi con amici dal vivo, nascondendosi dietro relazioni disintermediate dal mezzo informatico.

Mostra i risultati (1406 voti)
Giugno 2022
Cosa succede alle password se cambio o perdo il mio dispositivo?
Il sistema operativo open source che ridà vita ai vecchi smartphone
Adobe, prove di Photoshop gratuito per tutti
15 giugno, finisce l'era di Internet Explorer
Grave falla in Windows, occhio ai documenti di Word
Toyota: cartucce di idrogeno per alimentare auto, case, droni
Maggio 2022
La Rete esce da TIM: nasce la Open Access italiana
DuckDuckGo consente a Microsoft di tracciare gli utenti
Russi saccheggiano trattori ucraini, che vengono brickati da remoto
Necrofinanza e criptovalute: lo scoppio di Terra/Luna
Pwn2Own 2022, Windows 11 e Ubuntu cadono il primo giorno
Migliaia di siti sono keylogger nascosti
Radio a onde corte: davvero?
UE, tutte le chat saranno esaminate in cerca di pedopornografia
Le IA di Facebook e Twitter contro la disinformazione russa
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 28 giugno


web metrics