L'Università che è riuscita a trarre profitto dal ransomware che l'aveva colpita

Recuperata dopo tre anni parte del riscatto in Bitcoin, ha scoperto che nel frattempo il valore è aumentato drasticamente.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-07-2022]

universita maastricht bitcoin ransomware

Nessuno si augura di restare vittima di un attacco ransomware ma, nel caso dell'Università di Maastricht, nei Paesi Bassi, davvero non tutto il male è venuto per nuocere.

Nel 2019 i server dell'Università furono presi di mira da alcuni cybercriminali che, tramite un malware, crittografarono i dati in essi presenti e chiesero il pagamento di un riscatto in cambio della consegna della chiave necessaria per decifrare i file criptati: 25.000 persone, tra studenti, docenti e dipendenti dell'Università, da un momento all'altro persero l'accesso alle loro informazioni.

Dopo una settimana, l'Università cedette al ricatto e versò 200.000 euro in Bitcoin ai criminali, spiegando di aver agito così «in parte perché c'era il rischio di perdere dati personali e gli utenti non potevano né sostenere esami né lavorare sulle tesi».

In questo modo tutti ottennero nuovamente l'accesso ai propri dati - gli autori del ricatto, per lo meno, furono di parola - ma rimase l'amaro in bocca per aver dovuto cedere e pagare.

Secondo quanto riporta Deutsche Welle, nel 2020 un'indagine della polizia olandese portò a scoprire un conto bancario - legato a un'attività di riciclaggio di denaro con base in Ucraina - su cui era finita una parte del riscatto pagato dall'Università di Maastricht a suo tempo: circa 40.000 euro in Bitcoin, stando al valore della criptovaluta in quel periodo.

Le autorità riuscirono a ottenere il sequestro di quella somma e ora, a due anni di distanza, hanno potuto restituire il denaro.

Il bello arriva a questo punto: nonostante attualmente le criptovalute non se la passino benissimo, i 40.000 euro in Bitcoin del 2019 valgono adesso circa 500.000 euro. Tutto considerato, insomma, l'Università di Maastricht è riuscita addirittura a trarre un profitto dal ricatto di cui è stata vittima.

Il denaro così recuperato (e aumentato verrà impiegato bene: l'istituzione ha fatto sapere che «non confluirà in un fondo generico, ma andrà a costituire un fondo per aiutare gli studenti con problemi finanziari»

Intanto, le indagini sono ancora in corso, poiché i responsabili dell'attacco ransomware non sono ancora stati individuati. Per l'Università di Maastricht, tuttavia, la vicenda s'è davvero conclusa nel migliore dei modi.

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Commenti all'articolo (3)

In effetti se così non fosse stato sarebbe stato un comportamento decisamente stupido. Leggi tutto
10-7-2022 14:56

Successe nel 2019, probabilmente hanno già investito altre risorse in backup e sicurezza. Apprezzabile quindi che i fondi inaspettati siano stati destinati agli studenti in difficoltà. Ma quando ci si sente sempre più furbi degli altri... Io comunque sento tanto odore di naftalina, invece che di ciambelle...
6-7-2022 12:31

Magari prima dovrebbe essere usato per evitare che si ripeta il problema (...backup?). Leggi tutto
5-7-2022 07:59

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