La corsa per salvare da Trump scienza, conoscenza e cultura

Informatici in campo per salvare i dati scientifici fatti cancellare dal neopresidente USA.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 19-02-2025]

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Siamo a fine gennaio 2025. In tutti gli Stati Uniti e anche all'estero, scienziati, ricercatori, studenti, tecnici informatici si stanno scambiando frenetici messaggi di allarme: salvate subito una copia dei vostri dati pubblicati sui siti governativi statunitensi. È l'inizio di una maratona digitale collettiva per mettere in salvo dati sanitari, statistici, sociali, storici, climatici, tecnici ed economici che stanno per essere cancellati in una purga antiscientifica che ha pochi precedenti: quella derivante dalla raffica di ordini esecutivi emessi dalla presidenza Trump.

Persino la NASA è coinvolta e il 22 gennaio diffonde ai dipendenti l'ordine di "mollare tutto" ["This is a drop everything and reprioritize your day request"] e cancellare dai siti dell'ente spaziale, entro il giorno stesso, qualunque riferimento a minoranze, donne in posizione di autorità, popolazioni indigene, accessibilità, questioni ambientali e molti altri temi per rispettare questi ordini esecutivi [404 Media].

Per fortuna molti dei partecipanti a questa maratona si sono allenati in precedenza e sono pronti a scattare, e le risorse tecniche per sostenerli non mancano.

Questa è la storia di questa corsa per salvare scienza, conoscenza e cultura. E non è una corsa che riguarda solo gli Stati Uniti e che possiamo contemplare con inorridito distacco, perché piaccia o meno è lì che di fatto si definiscono gli standard tecnici e scientifici mondiali e si svolge gran parte della ricerca che viene utilizzata in tutto il mondo.

La vastità e pervasività della cancellazione e riscrittura dei contenuti dei siti governativi statunitensi in corso dopo l'elezione del presidente Trump è difficile da comprendere guardando soltanto i suoi numeri. Secondo il New York Times, sono scomparse oltre 8000 pagine web di informazione sparse su una dozzina di siti governativi [NYT]. Inoltre sono svanite almeno 2000 raccolte di dati [404 Media]. Dati scientifici che riguardano le epidemie in corso, l'inquinamento e il clima, per esempio.

Va detto che ogni avvicendamento di un'amministrazione statunitense comporta qualche modifica dei dati governativi disponibili, per rispecchiare gli orientamenti politici di chi è stato eletto, ma è la scala e la natura delle modifiche attualmente in atto che spinge molte autorità scientifiche, solitamente sobrie e compassate, a protestare pubblicamente e a paragonare la situazione di oggi a quella del romanzo distopico 1984 di George Orwell [Salon.com], alle censure sovietiche o ai roghi di intere biblioteche di libri scientifici da parte del regime nazista in Germania nel 1933 [Holocaust Memorial Day Trust; Wikipedia].

Quando riviste scientifiche prestigiosissime come Nature o il British Medical Journal si sentono in dovere di scendere in campo, vuol dire che la situazione è grave.

"Non ritireremo articoli pubblicati, se un autore ce lo chiede perché contengono cosiddette parole bandite" scrive il British Medical Journal, aggiungendo che le buone prassi scientifiche e l'integrità professionale "non cederanno di fronte a ordini di imbavagliamento o soppressione o capricci autoritari [...] Se c'è qualcosa che va proibito, è l'idea che le riviste mediche e scientifiche, il cui dovere è rappresentare integrità ed equità, debbano piegarsi a censure politiche o ideologiche", conclude il BMJ.

Ma non siamo nel 1933. Non si bruciano più vistosamente in piazza i libri malvisti dal potere. Oggi si danno ordini esecutivi e i database sanitari spariscono silenziosamente con un clic, per cui è facile non rendersi conto della portata delle istruzioni impartite dall'amministrazione Trump. E i numeri non aiutano a capire questa portata: come in ogni grande disastro, sono troppo grandi e astratti per essere compresi realmente. Forse tutto diventa più chiaro citando qualche caso specifico e concreto.

Ti invitiamo a leggere la pagina successiva di questo articolo:
Riscrivere l'astronomia o la matematica per compiacere Trump

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 45)

@zeross Infatti ho detto che ci sono anche altre ragioni e, sì, quanto dici ha certamente il suo peso anche perché, tendenzialmente, noi europei tendiamo a sottovalutare prorpio questo aspetto che è effettivamente profondamente radicato negli States e, sopratutto negli States che rappresentano la vera America profonda che non è certo... Leggi tutto
21-3-2025 19:11

Qui però devi calcolare lo swift dell'elettorato centrista che non si e sentito rappresentato dalla Harris che non proponeva ( anzi non diceva proprio nulla) qualcosa di concreto a parte il tema dell'aborto, e si definiva allineata con l'ideologia DEI che però sembrava molto estremista all'elettorato centrista, il quale voleva invece... Leggi tutto
21-3-2025 18:48

Forse siamo arrivati al punto che le intelligenze in dotazione sono peggiori delle IA nella maggior parte dei casi. :roll:
15-3-2025 18:11

"mutato posizionamento degli elettori" può benissimo essere un alias per aver deciso di darlo via al primo squilibrato che ti dice che dal suo primo giorno di mandato abolirà la democrazia, come ha fatto il cotonato. Quando senti dire questo ed altro e nonostante questo gli dai retta, cosa ti aspetti? Trump non ha vinto... Leggi tutto
15-3-2025 16:01

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Henry Kissinger e Le Duc Tho, vincitori nel 1973 per aver negoziato il ritiro delle truppe USA dal Vietnam. Il primo però approvò il bombardamento contro la Cambogia; il secondo rifiutò il premio.
Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzakh Rabin, vincitori nel 1994, sebbene gli accordi di Oslo abbiano avuto effetti molto brevi.
Kofi Annan e le Nazioni Unite, vincitori nel 2001, investigato nel 2004 per il coinvolgimento del figlio in un caso di pagamenti illegali nel programma Oil for Food.
Wangari Muta Maathai, vincitrice nel 2004, convinta che il virus HIV sia stato creato in laboratorio e sfuggito per errore.
Barack Obama, vincitore nel 2009, appena eletto presidente degli USA.

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