Per Sam Altman di OpenAI è il futuro inevitabile che ci attende.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-03-2026]

Presto tratteremo l'intelligenza artificiale come una qualsiasi utility - ossia come luce, acqua e gas - con un modello di tariffazione a consumo basato sulla potenza di calcolo effettivamente utilizzata. L'affermazione, formulata durante un intervento pubblico dedicato alle infrastrutture digitali, è di Sam Altman, CEO di OpenAI, e delinea uno scenario in cui l'accesso ai sistemi avanzati di AI non sarebbe più legato a un abbonamento fisso, ma a un conteggio puntuale delle risorse computazionali impiegate.
Altman ha spiegato che la domanda di capacità di calcolo cresce più rapidamente della disponibilità di infrastrutture, e che la sostenibilità economica dei modelli di IA di nuova generazione richiede un ripensamento dei meccanismi coi quali viene attribuito il prezzo. Il nodo centrale è la gestione dei costi operativi, dominati dall'energia necessaria ad alimentare data center sempre più estesi e da hardware specializzato ad alte prestazioni. L'IA potrebbe diventare un servizio assimilabile all'elettricità o all'acqua, con un sistema di misurazione dell'utilizzo che permetterebbe di pagare solo per la quantità di calcolo effettivamente consumata. Già familiare nel cloud computing, questo approccio verrebbe esteso ai modelli linguistici e multimodali di nuova generazione, caratterizzati da un fabbisogno computazionale molto superiore rispetto alle versioni precedenti.
Altman ha sottolineato che la disponibilità di capacità di calcolo diventerà un fattore discriminante nell'accesso ai servizi di IA avanzata. La competizione tra aziende e governi per assicurarsi chip, server e infrastrutture energetiche adeguate è già in corso, e rappresenta uno dei principali vincoli allo sviluppo del settore. Per sostenere questa transizione, presentata come inevitabile, OpenAI sta investendo in collaborazioni con grandi operatori tecnologici e finanziari per la costruzione di nuovi data center e per l'approvvigionamento di hardware dedicato.
Il modello a consumo, secondo Altman, consentirebbe di gestire in modo più trasparente i costi per gli utenti finali, soprattutto per le imprese che integrano l'IA nei propri processi produttivi. La possibilità di misurare con precisione l'utilizzo permetterebbe di ottimizzare i budget e di correlare la spesa ai risultati ottenuti, favorendo una pianificazione più accurata. Altman ha descritto scenari in cui attività che richiedono giorni o settimane potrebbero essere completate in tempi molto più brevi, a condizione che sia disponibile sufficiente potenza di calcolo. In questo senso per OpenAI la computazione diventerà una risorsa critica, da gestire con logiche simili a quelle delle utility tradizionali.
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