Toyota studia le batterie a ioni di magnesio

Più economiche di quelle agli ioni di litio, possono risolvere il problema dell'autonomia delle auto elettriche.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-12-2012]

Toyota auto elettriche

Com'è ormai noto, a frenare la diffusione delle auto elettriche c'è soprattutto il problema dell'autonomia: le attuali batterie agli ioni di litio, anche nelle condizioni ideali, non permettono di percorrere tanti chilometri quanti ne permette un pieno di benzina o gasolio.

Il Toyota Research Institute of North America pare aver trovato la soluzione: anziché tentare di migliorare le batterie agli ioni di litio, si è concentrato sulla realizzazione di batterie agli ioni di magnesio.

Il prodotto finale ancora non esiste: i ricercatori stanno al momento valutando come procedere per la sua realizzazione, e le strade possibili sono almeno due.

La prima prevede di utilizzare batterie con un anodo di magnesio metallico. Questo sistema permette di trasferire la carica in maniera efficiente, ma ha lo svantaggio di non essere compatibile con gli elettroliti attualmente usati (sull'anodo si forma uno strato che impedisce il funzionamento della batteria). Occorre dunque trovare degli elettroliti nuovi, ed è in questa direzione che alcuni ricercatori stanno lavorando.

La seconda strada contempla l'adozione di un anodo di magnesio e stagno: ciò permetterebbe di adoperare gli elettroliti che si usano oggi, ma servirebbe trovare un catodo che consenta di raggiungere un alto voltaggio ed elevate capacità.

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L'adozione del magnesio permetterebbe vari vantaggi: intanto il magnesio è un materiale abbondante, quindi il costo - rispetto alle batterie agli ioni di litio - sarebbe inferiore.

Inoltre le batterie così realizzate avrebbero una capacità più elevate rispetto a quelle odierne proprio grazie alle proprietà elettriche del materiale utilizzato; il problema, quindi, è riuscire a perfezionare la chimica.

Il dottor Nikhilendra Singh, autore dello studio sulle batteria agli ioni magnesio pubblicato su Chemical Communications e che riassume il lavoro del TRINA sin qui, spiega: «Vi è certamente del potenziale. Ci sono dei miglioramenti da fare per quanto riguarda le prestazioni. Ma in generale siamo entusiasti».

Per quanto riguarda i tempi di realizzazione di una vera batteria, non è il caso di restare con il fiato sospeso. Venkat Srinivasan, ricercatore a Berkeley e manager del progetto Batteries for Advanced Transportation Technologies, spiega il perché: «Se si dispone di un anodo, un catodo, e un elettrolita, ci vogliono circa cinque anni prima di raggiungere lo stadio di commercializzazione. Col magnesio non abbiamo ancora tutto questo, e quindi ci vorrà un po'».

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 13)

Ad ogni modo è interessante notare come oggi si parli di batterie al Magnesio legando questa ricerca al nome Toyota, ma se andate a cercare con Google è da molti anni che l'Università di Padova con i suoi ricercatori era proprio all'avanguardia su questa tecnologia. Peccato non siano riusciti mai a trovare nessuno disposto a finanziare... Leggi tutto
20-12-2012 22:30

e poi dicono l'innovazione! Da piccolo avevo un orologio che, a detta degli invidiosi, "andava a citrato" ... :roll:
18-12-2012 15:52

La Tesla S li fa... E si ricarica in 6 ore (di notte) alla presa di corrente o in 40 minuti alle stazioni di caricamento Tesla. Il problema e' sempre il prezzo... Una berlina di buon livello si trova per 30-40 mila euro. Elettrica costa il doppio. E una utilitaria anche peggio: si trova per 10 mila, elettrica costa 30 mila (vedi la... Leggi tutto
17-12-2012 21:12

In realtà NON è esatto: Utilizzano un motore elettrico di loro fabbricazione e copyright. Ciao Leggi tutto
17-12-2012 18:49

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