Il ruolo del programmatore è sempre più di revisione e supervisione.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-04-2026]

Se due anni fa oltre un quarto del codice di Google veniva generato dalle IA, oggi le cose sono cambiate: Google ha dichiarato che adesso il 75% di tutto il nuovo codice sviluppato internamente è generato dall'intelligenza artificiale. L'annuncio è stato fatto da Sundar Pichai durante Cloud Next '26, dove il CEO ha illustrato come i modelli Gemini e i workflow agentici siano diventati il motore principale della produzione di codice aziendale.
Nel tempo, la quota di codice generato dall'IA è cresciuta rapidamente: dal 30% registrato all'inizio del 2025 si è passati a circa il 50% entro la fine dello stesso anno, fino a raggiungere l'attuale 75%. Questo incremento riflette l'integrazione profonda dei modelli Gemini negli ambienti di sviluppo interni, dove gli agenti AI sono in grado di generare, testare e proporre modifiche al codice in modo autonomo, lasciando ai programmatori compiti di revisione e supervisione. Google descrive questa trasformazione come un passaggio dai tradizionali strumenti di assistenza alla programmazione a veri e propri workflow agentici, in cui più agenti AI collaborano per svolgere attività complesse. In un caso citato, una migrazione interna del codice è stata completata sei volte più rapidamente rispetto ai metodi tradizionali, grazie alla combinazione di agenti autonomi e revisione umana.
L'azienda ha spiegato che l'adozione massiccia dell'IA riguarda tutte le principali piattaforme interne, tra cui Search, Ads, YouTube, Android e Google Cloud. I modelli Gemini sono utilizzati per generare codice, creare prototipi, effettuare il refactoring di componenti legacy e individuare vulnerabilità prima che il codice venga integrato nei repository di produzione. Durante Cloud Next '26, Google ha anche evidenziato la crescita dell'utilizzo dei propri modelli da parte dei clienti cloud: oltre 330 aziende hanno elaborato più di un trilione di token ciascuna negli ultimi dodici mesi, mentre l'infrastruttura AI di Google ora gestisce oltre 16 miliardi di token al minuto tramite API, in aumento rispetto ai 10 miliardi del trimestre precedente.
Il passaggio a un modello di sviluppo dominato dall'IA sta inevitabilmente modificando il ruolo degli ingegneri. Secondo Pichai, gli sviluppatori non vengono sostituiti, ma si concentrano su attività di progettazione, controllo qualità e governance dei sistemi, mentre l'IA gestisce la generazione del codice ripetitivo o strutturale. Questo approccio consente di ridurre i tempi di sviluppo e di aumentare la produttività complessiva. Google ha inoltre mostrato esempi di utilizzo della piattaforma agentica Antigravity, che consente di passare da un'idea a un prototipo funzionante in pochi giorni. Un team interno ha realizzato una nuova app macOS basata su Gemini partendo da zero e completando un prototipo in tempi significativamente inferiori rispetto ai metodi tradizionali.
Il trend non riguarda solo Google: secondo le analisi citate, altre aziende tecnologiche stanno adottando approcci simili. Microsoft dichiara che il 20-30% del proprio codice è generato dall'AI, mentre Meta punta a raggiungere il 75% in alcuni team. Snap afferma che oltre il 65% del proprio codice è già prodotto da sistemi AI. L'adozione crescente dell'AI solleva interrogativi sul futuro dei programmatori, ma Google sostiene che la qualità del software rimane garantita grazie alla revisione umana e ai controlli automatici integrati. Per il gigante di Mountain View, questo modello diventerà lo standard per l'intero settore nei prossimi anni. L'IA non è più solo uno strumento di supporto, ma l'elemento centrale della propria infrastruttura di sviluppo. La transizione verso workflow completamente agentici rappresenta, secondo Google, la prossima fase dell'evoluzione del software.
|
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News
ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita.
Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui
sotto, inserire un commento
(anche anonimo)
o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA |
|
|
|
||
|
