L'open source contro il coronavirus



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-03-2020]

open source coronavirus

Quando si parla di open source, di regola si pensa a software o comunque, in generale, a qualcosa che ha a che fare con l'informatica.

In realtà, l'open source è una filosofia - se così lo si può definire - molto più ampia: quello legato allo sviluppo del software è forse l'ambito più conosciuto, ma è un modello che ha molti campi di applicazione.

Uno particolarmente attuale è quello che vede l'utilizzo di risorse "aperte" per studiare e combattere la Covid-19, e si concretizza nell'iniziativa OpenCovid19.

L'obiettivo dichiarato è «Sviluppare e condividere metodologie open source per verificare in maniera sicura la presenza del SARS-CoV-2 usando approcci multipli»

Il progetto è ospitato e sostenuto da Just One Giant Lab, «il primo laboratorio di ricerca distribuito», la cui sede è a Parigi ma si affida per il funzionamento a una piattaforma aperta per consentire a chiunque possa aiutare a risolvere certi problemi di comunicare e condividere le proprie conoscenze.

A questo scopo vengono di proposito utilizzati degli strumenti comuni e ben noti, come Slack, Google Docs e Zoom.

È chiaro che un'iniziativa del genere si rivolge a medici e specialisti, ma l'approccio scelto consente a chiunque, in qualunque parte del mondo si trovi (posto che abbia una connessione a Internet), di apportare il proprio contributo. È questa, in fondo, la base dell'open source.

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Commenti all'articolo (1)

Faranno reverse engineering oppure la Free Software Foundation invierā una chiavetta usb richiedendo i sorgenti del virus al produttore che nel 2015 ha presentato richiesta di brevetto ottenendolo nel 2018? :lol: [img:4446429e80]https://pclinux.eu/img/CoglioneHoax.png[/img:4446429e80]
21-3-2020 12:46

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