Da Adobe un bollino per identificare le immagini generate dalla IA



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-10-2023]

content credentials logo ia

La diffusione delle immagini generate dalla IA, iniziata praticamente all'improvviso verso la fine dello scorso anno, è ormai diventata tale che i creatori di contenuti sono preoccupati, non a torto, della confusione che si può creare tra le opere originali e le rielaborazioni degli algoritmi.

Per cercare di calmare un po' le acque e tenere allo stesso tempo alto l'utilizzo degli strumenti di IA, che ha presentato e offre con gran fanfara, Adobe ha deciso di lanciare un logo, una sorta di "bollino" da apporre a tutte le opere, per facilitare la distinzione di quelle non generate da menti e mani umane.

Il simbolo - chiamato Content Credentials - nasce su iniziativa di Adobe in quanto parte della Coalition for Content Provenance and Authenticity (C2PA), il cui intento è aumentare la trasparenza per quanto riguarda i contenuti pubblicati online e ridurre il pericolo causato dalla diffusione di deepfake e disinformazione.

Content Credentials non è peraltro soltanto un bollino: cliccandovi sopra - posto che il contenuto sia visualizzato in un'app che supporta questa funzione - diviene possibile accedere rapidamente ai metadati relativi all'opera stessa (che può essere un'immagine, ma anche un PDF o un video, per esempio); in questo modo si può subito sapere chi sia l'autore, oltre a ottenere diverse altre informazioni.

Le informazioni supportate dal logo vengono inserite automaticamente dalla fotocamere che supportano questo standard e dalla IA generativa Adobe Firefly; presto anche Bing Creator offrirà la medesima funzione, che è naturalmente disponibile pure in Photoshop e Illustrator.

La C2PA è convinta che presto il nuovo bollino diventerà comune quanto il simbolo del copyright, mentre Adobe lo paragona a una «etichetta nutrizionale digitale»: «Questa lista di ingredienti mostrerà informazioni verificate, che diventano un contesto chiave affinché si possa essere certi di ciò che si sta guardando».

In realtà, però, come fa notare Mark Wilson di Fast Company, la presenza del simbolo non è una vera garanzia: «Tutto ciò che fa è indicare che l'immagine è stata prodotto in un certo giorno, usando un certo software, da una certa entità che ha usate Content Credentials».

L'utilizzo del logo, inoltre, è opzionale e su base volontaria; può non essere usato sin dal principio nella creazione di un'opera, oppure può venire rimosso in un secondo tempo, o non venire considerato per nulla se il contenuto viene aperto con un'applicazione che non supporta questa funzionalità.

I metadati sono infatti crittografati usando le credenziali Content Credentials e modificarli è decisamente complicato, se non si è il titolare di dette credenziali; rimuoverle completamente, invece, è molto più semplice. E un altro autore può così decidere di "firmare" un'opera non sua.

Qui sotto, il video di presentazione dell'iniziativa, realizzato da Adobe.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 9)

Quella si chiama truffa! :wink:
1-1-2024 17:20

Ci potrebbe essere anche una terza opzione. Cioè, chi ha generato un'immagine fake può benissimo incollarla in Photoshop, coprendo il precedente contenuto proveniente dalla fotocamera "autenticata", eseguire un paio di piccole modifiche, applicarvi il bollino e salvarla come jpg Leggi tutto
31-12-2023 15:18

Come sempre avviene del resto. Leggi tutto
21-10-2023 14:53

Sacrosanto... Leggi tutto
21-10-2023 14:53

{cinque}
Gran parte delle regole esistenti sono fatte per chi già le rispetta per via etica, e quindi sono utili solo a burocratizzare la società. Chi non possiede etica, o la possiede in maniera "fluida", se ne impippa delle regole e le scavalca senza problemi.
16-10-2023 10:09

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