Apre Virtual OS Museum: 75 anni di sistemi operativi

Pronti da avviare con un clic.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-05-2026]

virtual os museum
Foto di P. L..

Ha aperto i battenti (virtuali) Virtual OS Museum, che rende così accessibile una raccolta senza precedenti di sistemi operativi storici, avviabili tramite emulazione all'interno di una macchina virtuale Linux preconfigurata. Il progetto, curato dallo sviluppatore canadese Andrew Warkentin, mette a disposizione oltre 1.700 installazioni distribuite su più di 250 piattaforme e riferite a circa 600 sistemi operativi distinti, coprendo un arco temporale che parte dal Manchester Baby del 1948 fino ai sistemi mobili dei primi anni Duemila.

Il Museo è disponibile in due versioni: la versione Full richiede un download di 121 GByte, che una volta estratto raggiunge 174 GByte. Include tutti i sistemi operativi e le relative immagini disco, pronti per l'uso offline. La versione Lite, invece, pesa 14 GByte e si espande a 21 GByte dopo l'installazione, scaricando i file mancanti solo al primo avvio di ciascun sistema. Entrambe le edizioni integrano emulazioni già configurate e un launcher personalizzato che gestisce l'avvio dei vari ambienti. Il pacchetto contiene una macchina virtuale Linux x86 con emulatore integrato, compatibile con VirtualBox e QEMU su Windows e Linux, e con QEMU su macOS. Il sistema è progettato per rilevare automaticamente eventuali installazioni esistenti degli hypervisor e, se necessario, installare o configurare quelli inclusi. Il file README allegato al progetto fornisce istruzioni dettagliate per l'avvio su architetture x86‑64 e Arm64.

Il museo include sistemi operativi di ogni categoria: mainframe come CTSS, MVS e Multics; workstation Unix come SunOS, IRIX e NeXTSTEP; home computer anni '80 come Apple II, Commodore 8‑bit, ZX Spectrum, Atari 8‑bit, MSX e BBC Micro; sistemi desktop come DOS, OS/2, BeOS, Windows dalla 1.0 alle prime beta di Longhorn; ambienti PowerPC come Mac OS X fino alla versione 10.5. Sono presenti anche sistemi mobili storici come PalmOS, Symbian, Windows CE e Newton OS. Il sito ufficiale conferma che il progetto è frutto di oltre vent'anni di raccolta e configurazione di immagini disco, molte delle quali adattate o riparate per funzionare correttamente sotto emulazione. Warkentin dichiara che l'obiettivo è preservare software e interfacce che altrimenti sarebbero difficili da eseguire su hardware moderno. Il catalogo è in continua espansione e potrebbe raggiungere tra le 2.000 e le 3.000 installazioni.

La pagina delle licenze specifica che il launcher e la configurazione sono distribuiti sotto licenza MAME, che consente la redistribuzione non commerciale mantenendo il codice sorgente disponibile. I metadati sono pubblicati sotto licenza Creative Commons CC‑BY‑NC‑SA. I sistemi operativi inclusi mantengono le loro licenze originali, con una nota che chiarisce che eventuali software commerciali sono presenti esclusivamente per finalità di ricerca storica. Per chi voglia farsi un'idea del contenuto prima di impegnarsi in un download piuttosto abbondante, il sito ospita oltre 45 screenshot nella pagina principale e più di 100 in una sezione dedicata, mostrando l'ampiezza del catalogo. Le immagini includono sistemi rari o difficilmente emulabili, alcuni dei quali sono stati resi avviabili grazie a modifiche agli emulatori. Warkentin invita gli utenti a segnalare malfunzionamenti e a contribuire con immagini disco, metadati o supporto economico.

Il progetto si definisce come un museo interattivo, non un semplice archivio. L'utente può avviare ogni sistema con un clic, senza configurazioni aggiuntive. La VM include snapshot, strumenti di gestione e un'interfaccia che permette di installare, aggiornare o rimuovere sistemi operativi virtualizzati. L'obiettivo dichiarato è rendere la storia del software accessibile anche a chi non ha esperienza con emulatori complessi. Il progetto è già stato accolto con interesse dalla comunità degli appassionati di retrocomputing e dagli storici dell'informatica, che lo considerano un archivio utile per la conservazione digitale.

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Commenti all'articolo (3)

Concordo con te zeross, questa è una delle migliori iniziative di conservazione di SW disponibile oggi. Un grande plauso all'ideatore e creatore anche perchè direi che si tratti pure di un lavoro mica da poco conto come tempi ed impegno. :clap: :clap: :clap:
28-5-2026 17:09

Meglio non buttare via niente :wink: Comunque emulare delle piattaforme proprietarie come da esempio SGI MIPS molto raro da trovare lo ritengo utile e lodevole. Anche nell'ambito delle telefonia cellulare ci sono molti sistemi che una volta defunto il dispositivo su cui giravano diventato irrecuperabili. Quindi questa iniziativa per la... Leggi tutto
27-5-2026 18:30

{Murdock}
Quindi posso buttare i miei dishetti di Dos 3.1 e 6.22.... ;(
27-5-2026 10:07

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