[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-06-2026]

La Commissione europea ha pubblicato il nuovo Codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale, un documento che anticipa e supporta l'applicazione degli obblighi previsti dall'articolo 50 dell'AI Act, in vigore dal 2 agosto 2026. Il testo definisce le modalità con cui si dovranno marcare, etichettare e segnalare contenuti sintetici, deepfake e interazioni con sistemi di IA. Il Codice distingue chiaramente i ruoli dei fornitori, responsabili della marcatura di testi, immagini, audio e video generati o manipolati, e dei distributori, incaricati di informare gli utenti quando interagiscono con chatbot o quando vengono diffusi contenuti sintetici su temi di interesse pubblico. La Commissione precisa che il documento non sostituisce l'AI Act, ma fornisce indicazioni pratiche per facilitare la conformità.
L'obiettivo è creare uno standard comune europeo per rendere riconoscibili i contenuti artificiali e ridurre i rischi di manipolazione informativa. Il testo afferma che le misure sono pensate per tutelare l'«integrità dell'ecosistema informativo», in un contesto in cui audio, video e testi generati dall'IA possono circolare senza segnali chiari sulla loro origine. Il Codice introduce un set di icone standardizzate che i distributori possono utilizzare per etichettare i contenuti generati o modificati dall'IA. Le icone sono disponibili in formato PNG e SVG e sono state progettate per essere interoperabili e facilmente riconoscibili. La marcatura, invece, è obbligo dei provider e deve essere implementata in modo da consentire la rilevazione automatica da parte di piattaforme e strumenti di verifica.
Il documento chiarisce che l'obbligo di etichettatura non si applica ai contenuti generati con supervisione umana, a quelli pubblicati sotto responsabilità editoriale o ai materiali prodotti per finalità autorizzate dalla legge, come le indagini delle forze dell'ordine. I contenuti creati o modificati prima del 2 agosto 2026 non dovranno essere etichettati. La Commissione ricorda che il Codice è stato elaborato da sei esperti indipendenti con il contributo di oltre 180 organizzazioni, tra imprese, accademici e rappresentanti della società civile. L'adesione è volontaria, ma i firmatari si impegnano a rispettare le linee guida e possono ritirare la firma in qualsiasi momento. La scadenza per aderire è fissata al 22 luglio.
Il documento si inserisce in una fase di transizione regolamentare: Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio su modifiche all'AI Act che potrebbero posticipare l'entrata in vigore degli obblighi di trasparenza al 2 dicembre 2026. La Commissione segnala questa possibilità nelle FAQ ufficiali, pur mantenendo come riferimento la data del 2 agosto 2026. La pubblicazione del Codice arriva in un momento in cui l'uso di contenuti sintetici è in forte crescita, con un impatto diretto sulla fiducia del pubblico e sulla capacità di distinguere tra materiale autentico e artificiale. La Commissione sottolinea che il problema non riguarda solo i deepfake più sofisticati, ma anche testi e immagini generati automaticamente che possono essere diffusi senza indicazioni sulla loro origine.
Il Codice affronta anche le sfide tecniche legate all'interoperabilità e alla rilevabilità dei contenuti marcati. La Commissione riconosce che non esiste ancora un sistema universalmente affidabile per identificare in modo automatico tutti i contenuti generati dall'IA, ma considera il documento un passo necessario per uniformare le pratiche e ridurre la frammentazione tra piattaforme e operatori. Il testo rappresenta uno strumento di accompagnamento all'AI Act, pensato per aiutare aziende e istituzioni a prepararsi all'applicazione degli obblighi di trasparenza. La Commissione invita fornitori e distributori ad adottare il Codice per facilitare la transizione verso un quadro regolamentare più rigoroso e per contribuire alla costruzione di un ambiente informativo più chiaro e affidabile.
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