Le sue funzioni oggi si possono replicare con la PowerShell.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-08-2026]

Windows si prepara a rimuovere definitivamente uno dei suoi strumenti da riga di comando più longevi: WMIC, introdotto più di vent'anni fa e ancora presente come componente opzionale. La conferma arriva dal registro delle modifiche dell'ultima versione preliminare di Windows 11, dove Microsoft indica che il comando non sarà più incluso nelle edizioni 24H2 e 25H2 a partire da questo mese, completando un processo di dismissione iniziato in realtà già un decennio fa.
WMIC è stato per anni l'interfaccia testuale più immediata per interrogare e gestire il sistema tramite la piattaforma Windows Management Instrumentation. Il framework WMI, alla base del comando, accompagna Windows fin dai tempi di Windows 2000 ed è stato distribuito anche come download separato per Windows NT 4.0, e persino per Windows 95 e Windows 98. Il comando WMIC è arrivato successivamente, con Windows XP e Windows Server 2003, offrendo un modo più semplice per accedere alle classi WMI senza dover scrivere script complessi. Microsoft aveva segnalato la deprecazione di WMIC già nel 2016, inserendolo tra le funzionalità destinate alla rimozione in Windows Server 2012. Nel 2022 il comando era stato relegato a componente on‑demand in Windows 11, installabile solo manualmente. Con il nuovo ciclo di rilascio, anche questa possibilità verrà eliminata, segnando la fine del supporto ufficiale.
La decisione è legata all'evoluzione dell'ambiente PowerShell, che negli anni ha integrato pienamente le funzioni prima affidate a WMIC. Microsoft ha dichiarato di aver investito «in modo massiccio» in PowerShell, considerato oggi l'interfaccia più efficiente per la gestione del sistema. I comandi dedicati a WMI sono disponibili tramite specifici cmdlet, che permettono di interrogare e manipolare le classi del framework con maggiore flessibilità e sicurezza. Ora, la rimozione di componenti obsoleti come WMIC dovrebbe contribuire a ridurre la complessità dell'ecosistema Windows. Eliminare strumenti duplicati semplifica infatti la manutenzione del sistema operativo e riduce la superficie di attacco, migliorando la sicurezza complessiva. La scelta rientra nella strategia di consolidamento delle funzionalità amministrative attorno a PowerShell e alle API moderne.
Per anni WMIC è stato utilizzato da sviluppatori e utenti esperti per ottenere informazioni dettagliate sull'hardware, verificare la chiave di licenza di Windows, monitorare processi e servizi e automatizzare operazioni di configurazione. La sua sintassi, più semplice rispetto agli script WMI tradizionali, lo aveva reso uno strumento molto diffuso nei contesti professionali e nelle procedure di diagnostica. Microsoft raccomanda ora di migrare gli script basati su WMIC verso PowerShell. Gli sviluppatori che interagiscono con WMI in modo avanzato sono invitati a utilizzare le API Win32 tramite linguaggi come C++ o .NET, che garantiscono compatibilità con le versioni future del sistema operativo. Microsoft sottolinea che WMI continuerà a essere supportato, mentre il comando WMIC è destinato a scomparire.
La rimozione del comando non influisce infatti sul funzionamento del framework WMI, che rimane parte integrante di Windows. Le applicazioni che dipendono da WMI continueranno a funzionare senza modifiche, mentre gli strumenti che richiedono WMIC dovranno essere aggiornati.
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