Nato per permettere ai bambini in ospedale di seguire le lezioni ''in presenza'', oggi diventa anche una sorta di corpo fisico per gli agenti IA.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 19-09-2026]

Kubi 2.0 è un robot da tavolo per la telepresenza che si prepara al debutto globale con una campagna su Kickstarter, trasformando un dispositivo nato per far "sedere a scuola" i bambini ricoverati in ospedale in una piattaforma fisica adatta anche per gli agenti di intelligenza artificiale. Il progetto è sviluppato da iPresence, società con sede a Kobe, che dal 2015 distribuisce in Giappone il modello originale Kubi. La nuova versione nasce da una riprogettazione completa della meccanica, dell'elettronica e dei processi di produzione, dopo la fine della produzione del primo modello e le richieste di ritorno da parte di scuole, ospedali e aziende.
Kubi 2.0 mantiene la filosofia del predecessore: dare una presenza fisica a chi è lontano: «E se un bambino che non può andare a scuola potesse ugualmente essere presente?» è la domanda che ha guidato lo sviluppo del progetto, ed è seguita dalla descrizione di mattine passate in un letto d'ospedale, lontani da lezioni, amici e dalla sensazione di far parte di qualcosa. L'idea è superare il limite della videochiamata tradizionale, dove uno schermo piatto offre un'unica inquadratura fissa e un ruolo passivo. Il dispositivo è in sostanza infatti un supporto motorizzato per tablet, con rotazione orizzontale fino a 300 gradi e inclinazione verticale fino a 55 gradi, progettato per imitare il movimento naturale della testa di una persona che si guarda intorno in una stanza. Il controllo avviene da remoto tramite applicazioni dedicate su telefono, tablet o computer, con collegamento Bluetooth e batteria integrata che consente fino a quattro ore di funzionamento continuo.
In classe, Kubi 2.0 viene posizionato su un banco con un iPad o un altro tablet compatibile. Il bambino - o, in generale, l'utente - controlla il movimento da remoto, può voltarsi verso i compagni, seguire la lavagna, guardare l'insegnante quando viene chiamato per nome e partecipare alle conversazioni durante la ricreazione. Nel materiale di Kickstarter si sottolinea che l'intento di fondo è «Non è una videochiamata. È essere presenti», a indicare l'obiettivo di ricreare la sensazione di presenza reale, non solo di visione a distanza. L'uso, chiaramente, non è limitato alle scuole. Il produttore cita applicazioni in ospedali e strutture di cura di lungo periodo, dove il robot consente visite a distanza ai pazienti, consulti medici online e monitoraggio in sicurezza, riducendo i rischi di contagio e i tempi di spostamento. In ambito lavorativo, Kubi 2.0 può diventare l'avatar di un dipendente in telelavoro, posizionato sulla scrivania in ufficio per permettere ai colleghi di rivolgersi al remoto con naturalezza, come se fosse presente.
La nuova versione introduce miglioramenti pratici: un sistema magnetico per fissare e rimuovere rapidamente il tablet, un design a baricentro basso per maggiore stabilità, una struttura più silenziosa e alimentazione tramite USB Type‑C. Questi cambiamenti derivano da dieci anni di utilizzo sul campo della versione originale e dai riscontri raccolti in scuole, strutture sanitarie e uffici. Inoltre, Kubi 2.0 viene presentato come piattaforma per l'IA fisica: non solo telepresenza, ma un corpo fisico per agenti di intelligenza artificiale. Collegando il robot a un agente AI, questo può sostenere conversazioni, rispondere a domande e rappresentare l'utente anche quando non è collegato in tempo reale, assumendo ruoli diversi come segretario personale, compagno di famiglia, addetto alla reception o supervisore di siti produttivi. Per gli sviluppatori di agenti, iPresence mette a disposizione un'API che consente di controllare i movimenti del robot, inclusa la rotazione della "testa" in risposta a conversazioni, emozioni o tracciamento del volto.
La campagna su Kickstarter è iniziata il 18 settembre 2026, mentre l'inizio della produzione è fissata per ottobre. Kubi 2.0 si inserisce così in una tendenza più ampia del settore robotico verso l'embodiment degli agenti AI, offrendo un livello di presenza fisica non umanoide ma mirato a scenari concreti, come appunto la telepresenza scolastica, le reception automatizzate e la supervisione remota di ambienti di lavoro.
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