Dopo le RAM, anche gli SSD vanno incontro ad aumenti drastici di prezzo.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 24-01-2026]

Come sta avvenendo per i produttori di RAM, così anche l'industria degli SSD sta entrando in una fase di scarsità strutturale: la conferma della crisi imminente arriva dalle dichiarazioni di Shunsuke Nakato, responsabile della Memory Business Unit di Kioxia, il quale ha spiegato che il mercato è entrato in una fase con un livello di domanda tale da saturare la capacità produttiva annuale con mesi di anticipo. La disponibilità limitata non riguarda più soltanto il settore enterprise, tradizionalmente più esposto alle oscillazioni del mercato, ma si sta estendendo anche al segmento consumer, dove gli SSD da 1 TB erano diventati uno standard accessibile negli ultimi anni.
Kioxia - ha affermato Nakato - ha già completamente venduto l'intera produzione di memorie NAND per il 2026, e le previsioni indicano che anche la produzione del 2027 possa presto risultare ipotecata. La causa principale è sempre la stessa: l'aumento della domanda generato dagli investimenti nei data center dedicati all'intelligenza artificiale, che stanno assorbendo una quota sempre crescente dei wafer disponibili. L'espansione delle infrastrutture IA richiede enormi volumi di memoria flash, sia per i sistemi di training sia per quelli di inferenza, contribuendo a un incremento dei prezzi lungo tutta la filiera.
Nakato ha spiegato che Kioxia, con i propri clienti, adotta un sistema di accordi annuali con partner selezionati. Definito come una sorta di «accordo tra gentiluomini», questo approccio mira a garantire continuità nelle forniture ma limita la flessibilità per i produttori che necessitano di aumentare rapidamente i volumi o modificare le tempistiche di consegna. La rigidità del sistema contribuisce d'altra parte a rendere più complessa la gestione della domanda nel settore consumer. Gli effetti sono già visibili nei prezzi al dettaglio: modelli da 1 TByte che fino a pochi mesi fa costavano meno di 70 euro hanno quasi raddoppiato il prezzo, avvicinandosi ai 130 euro. Sebbene l'aumento non sia ancora paragonabile a quello registrato dalla DRAM il trend mostra un progressivo riallineamento verso l'alto dei costi di aggiornamento dei PC domestici.
Le stime indicano che gli SSD economici sotto i 50 euro, un tempo considerati un punto di riferimento per gli upgrade a basso costo, non torneranno disponibili nel breve periodo. Nakato ha dichiarato che «i giorni degli SSD da 1 TB a 7.000 yen [meno di 40 euro, NdR] sono finiti», sottolineando come la combinazione tra domanda elevata e capacità produttiva limitata renda impossibile mantenere i livelli di prezzo precedenti. La pressione sui fornitori è aggravata dal fatto che la produzione NAND richiede cicli di investimento lunghi e costosi. L'espansione delle fabbriche non può essere accelerata rapidamente, e i produttori stanno privilegiando i contratti a lungo termine con i clienti aziendali, considerati più stabili e redditizi. Questo spostamento di priorità riduce ulteriormente la disponibilità per il mercato consumer, che dipende maggiormente dalle fluttuazioni di prezzo.
Le ultime analisi prevedono dunque che la scarsità di NAND possa protrarsi almeno fino al 2027, con un impatto significativo sulle strategie dei produttori di PC e componenti. I notebook entry‑level e i sistemi preassemblati potrebbero subire aumenti di prezzo o riduzioni della capacità di storage. La situazione attuale è una chiara inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, caratterizzati da un eccesso di offerta e da un calo costante dei prezzi. L'arrivo della IA come forza dominante nella domanda di memoria sta ridefinendo gli equilibri del settore, spingendo i produttori a rivedere le proprie strategie e gli utenti a ripensare i tempi e i costi degli aggiornamenti hardware.
I prezzi potranno stabilizzarsi solo quando la capacità produttiva globale sarà adeguata alla nuova domanda strutturale. Tuttavia gli investimenti necessari richiedono anni per tradursi in volumi reali, e nel frattempo il mercato dovrà adattarsi a una disponibilità più limitata e a costi più elevati. Per i consumatori, la raccomandazione implicita è di valutare con attenzione gli acquisti di storage nei prossimi mesi, poiché i prezzi potrebbero continuare a salire.
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