Ladri di auto traditi dal Bluetooth

Mai rubare a un sysadmin e, soprattutto, mai accoppiare i propri telefoni al sistema di bordo della refurtiva.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-02-2016]

furto auto bluetooth

La vicenda inizia il 22 novembre 2015, quando alcuni adolescenti riescono a penetrare nella casa di un uomo a Baltimora (USA) per rovistare dappertutto alla ricerca di oggetti di valore e poi uscirne più ricchi di una bicicletta e di una Jeep Renegade.

Fortunatamente per il proprietario, una videocamera di sicurezza li riprende mentre mettono a soqquadro l'abitazione e l'immagine è così buona che il volto di uno di essi viene subito identificato.

Arrestato, il ragazzo si rifiuta di fare il nome dei complici, mentre il derubato mette su imgur le immagini catturate dalla videocamera, nella speranza che Internet lo aiuti a trovare gli altri responsabili.

Alla fine, la Jeep viene ritrovata, col serbatoio vuoto e qualche ammaccatura ma sostanzialmente intatta.

La vittima del furto ottiene un risarcimento dall'assicurazione e manda l'auto dal meccanico. Tutto sommato la vicenda non finisce troppo male; gli spiace solo un po' che gli altri autori del reato non siano identificabili.

Poi la Jeep (e siamo ormai a febbraio 2016), riparata, viene riconsegnata e l'uomo nota che il sistema UConnect di bordo, che permette di collegare via Bluetooth dispositivi come uno smartphone al sistema di infotainment dell'auto, ha registrato tre nuovi telefoni.

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È a questo punto che la sfortuna dei giovani ladri si palesa in tutto il suo splendore: l'uomo è infatti un amministratore di sistema, peraltro attivo su Twitter con l'account @BaconIsFruit, che lavora per un'azienda che si occupa di sicurezza informatica.

BaconIsFruit non ha problemi a mettere insieme una piccola task force che, a partire dal nome dei dispositivi registrati sul sistema Bluetooth dell'auto, tenti di risalire ai ladri.

auto rubata
I dispositivi dei ladri associati allo UConnect dell'auto

L'operazione ha successo e porta all'account Instagram di un giovane di Baltimora, che somiglia molto a uno di quelli ripresi dalla telecamera di sicurezza. Non solo: tra i suoi contatti c'è un altro ragazzo il cui nome corrisponde a un altro dei dispositivi accoppiati a UConnect.

Dopo questo inizio positivo, BaconIsFruit ha deciso di approfondire le indagini e sta cercando di estrarre ulteriori informazioni dal sistema. È conscio del fatto che la possibilità di utilizzarle come prova in tribunale sia praticamente nulla poiché è stata interrotta la "catena di custodia", ma gli indizi che si possono ricavare sono preziosi.

Tanto preziosi, in effetti, che la polizia l'ha contattato proprio per farsi consegnare i dati che ha raccolto con la sua caccia sui social network e, a quanto pare, ciò ha portato a ottenere alcune piste d'indagine valide.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (2)

Già, decisamente poco furbi questi ladri... :lol:
20-2-2016 18:42

E si, non ci sono più i ladri di una volta... :lol:
15-2-2016 17:17

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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