Dopo le proteste Adobe rinuncia a uccidere Animate: il successore di Flash resterà in vita

Non riceverà più aggiornamenti di funzionalità, ma soltanto quelli di sicurezza.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 05-02-2026]

adobe chiude animate retromarcia
Immagine: Adobe

Sono passate meno di 24 ore da quando Adobe aveva annunciato la dismissione definitiva di Animate, il software di animazione un tempo noto come Flash, entro il 2026, e già la marcia indietro è stata innestata. Le reazioni adirate di studi di animazione, sviluppatori e creativi ha creato una pressione tale da costringere Adobe a rivedere rapidamente la propria posizione, sospendendo il piano di chiusura e collocando il software in una modalità di manutenzione a tempo indeterminato.

Adobe aveva pianificato di interrompere l'accettazione di nuove iscrizioni a partire dal 1 marzo 2026, concedendo agli utenti esistenti un periodo limitato per scaricare i propri progetti archiviati nel cloud. La decisione avrebbe comportato la perdita di accesso al software e ai file salvati online, con un impatto diretto sulle pipeline di produzione che ancora dipendono da Animate per animazioni 2D, contenuti interattivi e progetti legacy. La reazione dell'industria è stata immediata. Professionisti e aziende hanno segnalato che Animate continua a essere utilizzato in ambiti come l'animazione televisiva, la pubblicità, l'istruzione e lo sviluppo di contenuti web. Molti utenti hanno evidenziato l'assenza di alternative equivalenti in grado di gestire progetti complessi basati su timeline, rigging vettoriale e integrazione con pipeline consolidate. La prospettiva di una chiusura forzata ha sollevato preoccupazioni sulla continuità operativa e sulla conservazione dei materiali di produzione.

Di fronte alle critiche, Adobe ha annunciato un cambio di rotta: Animate non sarà più dismesso e rimarrà disponibile sia per i nuovi utenti sia per quelli esistenti. L'accesso ai contenuti sarà garantito e che non esiste più una data di spegnimento del servizio. Tuttavia, il software entrerà in una fase di manutenzione, ricevendo solo aggiornamenti di sicurezza e correzioni di bug, senza nuove funzionalità o sviluppi significativi. Il passaggio alla modalità di manutenzione rappresenta un compromesso tra la volontà di concentrare le risorse su tecnologie emergenti, in particolare l'intelligenza artificiale generativa, e la necessità di preservare la continuità operativa per una base utenti ancora ampia. La scelta riflette una tendenza più generale del settore, in cui strumenti storici vengono progressivamente ridimensionati a favore di piattaforme cloud e servizi basati su AI.

La decisione iniziale di Adobe aveva previsto un periodo di transizione differenziato: un anno per gli utenti standard e fino a tre anni per i clienti enterprise. Durante questo periodo, gli utenti avrebbero potuto esportare i propri progetti e migrare verso soluzioni alternative. Il ripensamento ha annullato questa finestra temporale, eliminando la necessità di migrazioni forzate e riducendo il rischio di perdita di dati. Le discussioni emerse dopo l'annuncio hanno evidenziato anche il ruolo di Animate come strumento di formazione. Molti istituti educativi continuano a utilizzarlo per introdurre gli studenti ai principi dell'animazione 2D e alla produzione multimediale. La prospettiva di una dismissione avrebbe richiesto una revisione dei programmi didattici e l'adozione di software alternativi, spesso più complessi o meno accessibili.

Un altro elemento emerso riguarda la compatibilità con progetti legacy. Animate, erede diretto di Flash Professional, mantiene la capacità di aprire e modificare file creati con versioni precedenti del software, una caratteristica essenziale per aziende che gestiscono archivi storici o contenuti interattivi sviluppati negli anni. La chiusura del software avrebbe compromesso la possibilità di aggiornare o recuperare tali materiali. La vicenda ha inoltre riacceso il dibattito sulla dipendenza da software proprietari e sulla necessità di garantire continuità di accesso ai progetti nel lungo periodo. Molti utenti hanno sottolineato che la natura "cloud‑centrica" dei servizi moderni può esporre a rischi di perdita di accesso in caso di modifiche unilaterali da parte dei fornitori. La reazione collettiva alla decisione di Adobe evidenzia l'importanza di strumenti stabili e prevedibili nell'uso professionale.

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