Adobe, utenti in rivolta contro i nuovi Termini d'Uso

Davvero la mamma di Photoshop adesso si arroga il diritto di regalare alla IA le creazioni degli utenti?



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 07-06-2024]

adobe tos ia machine learning
Immagine generata con DiffusionArt.

Ha sollevato un gran putiferio - e non poteva essere diversamente - l'ultima modifica apportata da Adobe ai termini di servizio (ToS - Terms of Service) delle applicazioni che compongono la Creative Cloud Suite.

I paragrafi incriminati stanno all'articolo 2.2 e recitano:

Adobe potrà accedere, visualizzare o ascoltare i Contenuti dell'Utente (definiti nell'articolo 4.1 (Contenuti) di seguito riportato) attraverso metodi sia automatizzati che manuali, ma solo in modo limitato e nei termini consentiti dalla legge. Ad esempio, per fornire i Servizi e il Software, Adobe potrebbe avere bisogno di accedere, visualizzare o ascoltare i Contenuti dell'Utente per (A) rispondere alle richieste di feedback o supporto, (B) rilevare, prevenire o altrimenti affrontare frodi e problemi di sicurezza, legali o di natura tecnica e (C) far rispettare i Termini, come ulteriormente stabilito nella Sezione 4.1 di seguito riportata. Al fine di migliorare i Servizi, il Software e l'esperienza utente Adobe si avvale di sistemi automatizzati che consentono di analizzare i Contenuti dell'Utente e i Font caricati dall'Utente Creative Cloud (definiti nell'articolo 3.10 (Font caricati dall'Utente Creative Cloud) riportato di seguito) usando tecniche come il machine learning.

L'attenzione degli utenti dei prodotti Adobe s'è immediatamente concentrata sulla parte che dà diritto all'azienda di «accedere, visualizzare o ascoltare i Contenuti dell'Utente attraverso metodi sia automatizzati che manuali» usando «tecniche come il machine learning».

Le condizioni insomma non parlano esplicitamente di IA, ma è chiaro in quale direzione i pensieri degli utenti si siano immediatamente mossi: in base a quanto scritto Adobe avrebbe il diritto di usare i contenuti caricati nel cloud dagli utenti per addestrare i propri modelli e creare delle IA generative basate su di essi.

Non solo: a quanto pare non ci sono limitazioni all'accesso alle opere, a parte il fatto che esso può avvenire solo per le opere caricate sui server di Adobe e non per quelle conservate in locale dagli utenti.

Pertanto, anche chi lavorasse su materiale confidenziale, magari coperto da accordi di non divulgazione stretti con i clienti, potrebbe vedere le proprie opere "rielaborate" da Adobe per i propri fini.

È pur vero che la Sezione 4.1 (presente da tempo nei Termini d'Uso) chiarisce un po' meglio le intenzioni di Adobe, là dove recita:

Adobe non esamina tutti i Contenuti caricati sui Servizi e sul Software, ma può utilizzare le tecnologie, i fornitori o le procedure disponibili, inclusa la revisione manuale, per individuare determinate tipologie di contenuti illegali (ad esempio, materiale su abusi sessuali su minori) o altro materiale e comportamenti illeciti (ad esempio, modelli di attività indicanti spam o phishing, oppure parole chiave indicanti che sono stati pubblicati contenuti vietati ai minori al di fuori dell'area riservata agli adulti).

Insomma, a parole l'azienda vuole semplicemente il potere di moderare i contenuti caricati agendo non semplicemente tramite operatori umani ma anche tramite algoritmi, al fine di eliminare ciò che è illegale.

Tuttavia l'ambiguità è presente e non possono bastare le semplici parole di rassicurazione di un gigante della tecnologia circa l'uso etico dei sistemi di controllo automatizzati a tranquillizzare gli utenti circa il destino delle opere del loro ingegno.

Ti invitiamo a leggere la pagina successiva di questo articolo:
Adobe giura che aggiornerà i tanto discussi nuovi Termini d'Uso

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 6)

Ovvio ma poi bisogna investire tempo e soldi per imparare ad usare un nuovo software sostitutivo e, se non si trova un software libero che soddisfi tocca pure acquistarne un altro e spendere ancora. La soluzione è allettante ma non indolore per chi con quel software ci lavora. Leggi tutto
14-6-2024 17:47

Questa situazione viene innescata da coloro che usano il cloud di Adobe per riporre contenuti illegali, che prima nessuno guardava, e che sono collegati ad account di persone inesistenti ( negli stati uniti non esiste il sistema delle carte di identità ed infatti e uso comune ripiegare sulla patente di guida, il documento più falso... Leggi tutto
10-6-2024 20:11

{riva}
Se si allude al fatto di aver partorito alcuni "figli software", allora bisogna citare anche il padre (suo malgrado), in comune con Microsoft ed Apple, che si chiama Xerox. E poi una mamma è prima di tutto umana, e secondo è totalmente priva di egoismo verso i suoi figli. Direi che Adobe è esattamente il... Leggi tutto
10-6-2024 10:49

{Sergio}
Rimane sempre la strada di abbandonare definitivamente ADOBE.
9-6-2024 14:10

uso ancora la suite CS5 non collegato a nessun cloud proprio perchè avevo questi timori, un NAS da 8TB e passa la paura! e qiando non ho più spazio ne acquisto un'altro !! - l'uso del cloud non mi ha mai convinto e questa è un'ulteriore prova ! - se proprio devo condividere con qualcuno continuo a farlo in modo diretto con il classico... Leggi tutto
8-6-2024 04:14

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