Cassandra Crossing/ Il silenzio avvolge ogni nuova orribile iniziativa dell'Unione Europea contro i diritti digitali. Quanto siete disposti a sopportare ancora?
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 02-06-2026]

Pur avendone viste di ogni genere, Cassandra non si capacita di una cosa, e non trova quindi di meglio che intitolare questa ennesima sua esternazione parafrasando un'antica citazione: «Fino a quando abuserai, Ursula, della nostra pazienza?». È un commento alla sequenza di periodiche iniziative volte a ridurre i diritti digitali dei cittadini UE, iniziative che provengono non da singoli Paesi di opaca democrazia, ma dalla stessa Unione, che più di ciascuno dei suoi membri dovrebbe avere l'interesse a tutelare i diritti dei propri cittadini.
Ma prendiamola alla lontana. Le Catilinarie sono quattro orazioni che Cicerone pronunciò in Senato contro Catilina per denunciare un tentativo di colpo di Stato (la situazione era molto più complessa, ma riassumiamola così). Andò a finire che tra le due fazioni ci fu una battaglia in cui lo stesso Catilina soccombette. Queste orazioni funzionarono; i tentativi di Catilina di modificare lo status quo politico dell'epoca in suo favore furono sventati. E l'inizio della prima orazione è appunto: «Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?», «Fino a quando, o Catilina, abuserai della nostra pazienza?».
Siamo già arrivati a oggi. Forse non ve ne siete accorti perché osservate le cose troppo da vicino, se pure le osservate. In questo caso vi comunico che da anni, e in maniera sempre più frequente, l'Unione Europea, qui ben incarnata dalla sua presidente Ursula von der Leyen, sta operando per ridurre i nostri diritti, digitali e non. A Cassandra viene da dire: «Quousque tandem abutere, Ursula, patientia nostra?». Ma Ursula, come d'altronde Catilina, non ha alcun bisogno che qualcuno glielo ricordi; è perfettamente cosciente di ciò che sta cercando di realizzare insieme alla Commissione Europea, e ha evidentemente i suoi buoni motivi per farlo.
Purtroppo non c'è un Cicerone che le si opponga, ma solo una risicata platea di lodevoli e ben intenzionati gruppuscoli che cercano di fare lobby in favore dei diritti digitali dei cittadini europei. E ne hanno ben donde; ricordiamo alcune di queste iniziative liberticide:
1) L'istituzione di un terzo trattato di scambio dei dati personali con gli Stati Uniti, necessario per vanificare la seconda sentenza SCHREMS, che aveva nuclearizzato i primi due;
2) Le due iterazioni dell'abominevole ChatControl, senza parlare di tutti i vari antefatti, noti con altri nomi;
3) L'istituzione di un EU Wallet che non minimizza né rende evidente quali dati personali raccoglie e tratta, ma per certo ne centralizza la gestione da parte dei soliti attori, in massima parte nemmeno europei;
4) La creazione di un mercato comune delle identità, basato su tecnologie non UE, che rende la gestione delle identità un possibile vettore di attacco sia strategico sia individuale (vedi per esempio la vicenda di Francesca Albanese);
5) La proposizione di un digital omnibus, che smonta tutto quanto di buono ed efficace c'è nel GDPR e in buona parte del DMA;
6) Il tracciamento dell'età, presentato da Ursula in persona, con la relativa gaffe cosmica dell'averne rilasciato protocollo e sorgenti insicuri e violati in 24 ore, e la successiva mancanza di scuse nei confronti dei cittadini EU, e di azioni correttive di qualsiasi tipo.
Di cosa ancora c'è bisogno, Ursula, per avere le tue scuse in conferenza stampa a reti unificate? «Ursula, fino a quando abuserai della nostra pazienza?». Probabilmente a questo punto i lettori, inclusi i 24 inossidabili, penseranno che Cassandra stia pronunciando non un'orazione ma proprio un'invettiva contro il presidente dell'UE. Beh, quasi. Ursula certo si merita pienamente l'invettiva ma, lo sappiamo tutti, non ascolterà mai di buon grado né Cassandra né chiunque abbia a cuore la difesa dei diritti digitali dei cittadini UE. Infatti Cassandra non vuole fare la predica a lei, ma a voi: sì, ce l'ha con proprio con voi.
Non importa se giacete nella vostra bolla mezzi rincoglioniti dall'uso dei social e degli LLM, o se principalmente tifate per un partito, una squadra di calcio, un tennista, un politico, un presidente. Niente di tutto questo vi giustifica. Niente di tutto questo giustifica la vostra totale inazione, anzi indifferenza, per quello che sta succedendo, che intacca direttamente il vostro interesse, quello dei vostri cari e magari dei vostri figli. Non si tratta di diventare tecnologi o avvocati, ma di ascoltare, scrivere lettere, parlare con i familiari, gli amici, la gente. Questo non deve impedire di far qualcosa di più, se potete, da andare ai prossimi Linux Day e agli Hackmeeting, a cose più impegnative e meno divertenti come fare un salto a Roma per parlare con qualcuno di vostra scelta, arrivando magari fino a Bruxelles o a Strasburgo per farvi ricevere da un europarlamentare o dalla sua segreteria, e magari farvi un'idea esatta del lavoro degli attivisti digitali, per esempio contattando la sede di EDRi.
C'è talmente tanto da fare... Insomma, fate qualcosa. Il vostro silenzio uccide la vostra libertà e le tecnologie informatiche sono, se lasciate in mano agli Stati, la cosa più pericolosa per essa. E questo è assolutamente vero, come l'operato di Ursula ben dimostra, anche per chi vive in Paesi dotati di governi un po' più democratici.
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