Il sistema open source Graphene OS consente di usare una password speciale per eliminare tutti i dati. Ma per le autorità USA questo è un crimine.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-07-2026]

Un'indagine federale statunitenste, che coinvolge un residente di Atlanta, sta causando un precedente inatteso: il Dipartimento di Giustizia sta infatti tentando di perseguire l'uomo perché il suo telefono utilizzava GrapheneOS, un sistema operativo open source orientato alla privacy e che dispone di una particolare funzione, tramite la quale è possibile cancellare i dati del dispositivo inserendo una specifica password. Il problema è che esiste una norma federale poco utilizzata che criminalizza questo comportamento, identificato come distruzione di proprietà al fine di impedirne il sequestro.
La vicenda ha avuto la sua prima udienza lunedì e ruota attorno all'applicazione di questa legge a questo sistema operativo, installabile sui telefoni Google Pixel, come in questo caso. Il procedimento riguarda Sam Tunick, fermato per interrogatorio all'aeroporto Hartsfield‑Jackson di Atlanta il 24 gennaio dello scorso anno, al rientro da una vacanza nella Repubblica Dominicana. Tunick non sapeva di essere stato inserito dalle autorità federali in una lista di monitoraggio per terrorismo, a causa della sua presunta associazione con il movimento contro Cop City. L'opposizione al centro di addestramento da 109 milioni di dollari, inaugurato la scorsa primavera, ha coinvolto gruppi locali e nazionali che contestano la militarizzazione della polizia e la distruzione di aree boschive. La polizia di Atlanta sostiene che la struttura sia necessaria per garantire un addestramento «di livello mondiale» e attrarre nuovi agenti.
Poco dopo l'arrivo ad Atlanta, Tunick è stato accompagnato da un agente in una sala. Secondo quanto emerso in udienza, durante l'interrogatorio gli agenti hanno posto domande esclusivamente relative a immagini di abusi sessuali su minori. La mozione presentata dai difensori pubblici federali di Tunick sostiene però che tali domande fossero «un pretesto per una pesca a strascico nelle connessioni del signor Tunickx con il movimento contro Cop City. Tunick ha chiesto quattro volte di parlare con un avvocato, ma la richiesta è stata respinta ogni volta. Gli agenti non hanno presentato alcun mandato né letto i diritti all'indagato. Gli altri agenti avrebbero chiesto ripetutamente a Tunick di sbloccare il telefono, avvertendolo che glielo avrebbero sequestrato in caso di rifiuto. Tunick allora ha fornito un codice ma, quando questo è stato inserito, «lo schermo è diventato nero, ha lampeggiato più volte e il telefono è sembrato riavviarsi». A quel punto, tutti i dati erano stati cancellati.
La questione sta sollevando vari problemi legati ai diritti costituzionali applicabili ai controlli alle frontiere, inclusi gli aeroporti internazionali, e a quali tutele possano essere sospese. La decisione del giudice in merito è ora attesa entro la fine di ottobre, ma non è bene tenere presente che la vicenda non riguarda soltanto gli USA. Il caso si inserisce infatti in una tendenza osservata in Francia e Spagna, dove le autorità hanno incontrato difficoltà nell'accedere ai telefoni di giornalisti, avvocati e oppositori politici a causa di GrapheneOS. In Catalogna, la polizia ha profilato persone con telefoni Google Pixel, presumendo che utilizzassero GrapheneOS e associandole a traffico di droga o attività criminali. Christophe Boutry, della Electronic Frontier Foundation, ha ricordato che «l'obiettivo principale [del sistema operativo] è la protezione della privacy» e ha precisato: «Sono i nostri telefoni e lo Stato non può dirci come usarli». Le forze dell'ordine sembrano convinte del contrario.
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