I supermercati dello spionaggio da Coop a Esselunga

Indagato il patron di Esselunga Bernardo Caprotti per il dossier illegale sulle Coop; coinvolti anche i giornalisti Belpietro e Nuzzi.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 26-10-2015]

caprotti

In Germania alcuni anni fa era scoppiato il cosiddetto LidlGate: la multinazionale dei discount Lidl era stata incriminata perché negli spogliatoi del personale erano state installate delle cimici per registrare di nascosto le conversazioni delle commesse.

Anche in Italia però non ci facciano mancare niente come dimostra la vicenda in questo periodo oggetto di un processo a Milano. Nel 2004 l'allora capo della sicurezza di Coop Italia aveva fatto mettere sotto controllo, illecitamente, le telefonate dei dipendenti di un supermercato Coop di Vigevano.

Quando però aveva consegnato al direttore generale della Coop Lombardia il Cd contenente le telefonate, il capo della sicurezza era stato licenziato: così però l'agenzia investigativa che aveva effettuato l'azione di spionaggio, la Sis, non ricevette il compenso che le era stato promesso per questa iniziativa illegale e disconosciuta dal vertice Coop.

Per tutto ciò gli investigatori privati sono già stati processati e condannati a 3 anni di carcere per calunnia nei confronti del direttore generale della Coop che avevano accusato, ingiustamente, di aver loro ordinato il dossier.

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In seguito la stessa agenzia investigativa, su richiesta del direttore di Libero Maurizio Belpietro, avrebbe ricevuto da Bernardo Caprotti, l'anziano fondatore e proprietario di Esselunga, concorrente storico e nemico acerrimo delle Coop contro cui ha scritto anche il libro Falce e Carrello, un incarico molto ben retribuito di sorveglianza di alcuni supermercati Esselunga in cambio del dossier illegale delle intercettazioni Coop.

Per quest'ultima azione Caprotti è indagato per ricettazione ma, essendo così anziano, anche se fosse condannato non andrà in galera. Nella vicenda è coinvolto anche il noto giornalista Gianluigi Nuzzi, protagonista del caso Vatileaks, il dossier su Benedetto XVI realizzato con carte rubate dall'allora cameriere privato del Papa.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 8)

Aggiungo anche io qualche puntualizzazione. PierLuigi dice che è giusta la condanna per gli investigatori che hanno intercettato abusivamente le telefonate private, e che è giusta la condanna a Caprotti che ha acquistato un dossier illegale. E fin qui sono daccordo. Poi però assolve completamente Nuzzi e Belpietro se avessero... Leggi tutto
29-10-2015 20:27

Per puntualizzare, anche fatti riguardanti attività imprenditoriali private sono di interesse pubblico, quando hanno riflessi che possono incidere, come nel caso di specie, nell'economia o nelle tasche dei cittadini. Cito a memoria una sentenza del Tribunale di Roma, riguardante un libro sulle vicende imprenditoriali di Silvio... Leggi tutto
27-10-2015 17:14

Nel caso specifico del Dossier Coop non ci troviamo ad intercettazioni o furti che riguardano lo Stato,nemmeno un Capo di Stato per cui ci può essere un interesse dei cittadini a conoscere segreti che possono danneggiarli o rivelano scandali,non sono nemmeno intercettazioni della magistratura che rivelano reati o comportamenti comunque... Leggi tutto
27-10-2015 16:46

Non a caso, non ho scritto cosa sia "giusto", cosa sia "legittimo", o cosa sia "etico", ma soltanto quale sarebbe il mio (egoistico) interesse di cittadino, che è quello di sapere e conoscere - perché no? - anche il contenuto di documenti rubati, senza che ciò significhi che il furto o la ricettazione non... Leggi tutto
27-10-2015 16:36

Non credo che sarebbe giusto che Nuzzi e Belpietro andassero in galera o anche solo pagassero una multa per aver pubblicato notizie. E' giusto che lastampa sia libera di pubblicare tutte le notizie che riguardano aziende e personaggi pubblici anche se le notizie fossero state rivelate compiendo dei reati. Diverso è il non limitarsi a... Leggi tutto
27-10-2015 15:45

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