Ma con lo scopo di fare qualcosa di “utile per davvero”, a differenza di Google, OpenAI e compagni.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-09-2024]
Tutti sappiamo che Bill Gates, fondatore di Microsoft, ormai da anni ha lasciato il timone dell'azienda e che, sebbene sia ancora coinvolto in essa, il suo impegno a tempo pieno riguarda le attività della Fondazione Gates.
Che cosa farebbe però Bill Gates se, per magia, si ritrovasse domani a essere di nuovo giovane, pieno di entusiasmo per la tecnologia, e con qualche miliardo di dollari a disposizione?
In un certo senso farebbe ciò che ha fatto oltre quarant'anni fa: costruirebbe una Microsoft centrata sull'avventura informatica del momento. Allora si trattava del personal computer; oggi si tratta di Intelligenza Artificiale.
A rivelarlo è Gates stesso in un'intervista alla CNBC, durante la quale ha spiegato che questa ipotetica nuova Microsoft nascerebbe per competere direttamente contro Google, contro Anthropic, ma anche contro OpenAI (in cui la vera Microsoft è notoriamente coinvolta), ma con una particolarità: cercherebbe una nicchia di mercato in cui la IA possa essere «davvero utile».
In questo modo, la neo-Microsoft si troverebbe davanti a un settore con poca concorrenza e ampie possibilità di crescita: la IA sarebbe ricoprirebbe insomma il ruolo che il software ha ricoperto per la Microsoft originale.
È grazie all'attenzione verso il software che Microsoft è diventata ciò che è oggi: aver riconosciuto subito che il DOS del PC IBM sarebbe stato importante più ancora dell'hardware, e ottenendo la possibilità da IBM di rivendere una propria versione (MS-DOS), ha gettato le basi dell'impero attuale.
Limitarsi a «credere nella IA», secondo Bill Gates, «non è una cosa unica. Sarebbe invece necessario sviluppare una visione unica di come si progettano i sistemi di IA, qualcosa che gli altri non hanno capito» per portare al successo una Microsoft nata nel 2024.
Come farlo, esattamente, non è chiaro, ma Gates spera che accada ciò che è successo tanto tempo addietro: che il suo «cervello giovane» di imprenditore ventenne rinato nel XXI secolo riconosca una carenza nel modo in cui le altre aziende realizzano qualcosa e gli suggerisca un modo di colmare quel vuoto.
È decisamente improbabile che Bill Gates ringiovanisca all'improvviso e si lanci in una nuova avventura del genere: possiamo però sperare che qualcun altro, dotato della visione necessaria, riesca a trovare il modo di rendere la IA «utile per davvero».
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