Destinazione Italia incentiva telelavoro, Telecom in prima linea

Il decreto recentemente approvato comprende forti sconti fiscali per le aziende che introducono il telelavoro.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-02-2014]

destinazione italia

Uno sconto fiscale del 65% e fino a ventimila euro per ogni postazione di telelavoro: c'è anche questo nel decreto Destinazione Italia da poco approvato.

Per un'azienda come Telecom Italia tutto ciò si traduce in un forte incentivo a proseguire nel piano di ristrutturazione che prevede l'apertura di 1.000 postazioni di telelavoro. L'articolo continua qui sotto.

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Queste andranno a sostituire 47 sedi in chiusura entro la fine del 2014 e si aggiungono alla altre misure adottate, come l'eliminazione del buono-pasto e delle spese di trasferta in caso di rientro nella sede di lavoro per formazione e riunioni.

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Pier Luigi Tolardo

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Commenti all'articolo (4)

Detrazioni fiscali per interventi di connessione digitale Si tratta di promuovere la diffusione dei servizi di connettività digitale mediante un’agevolazione per gli interventi volti ad assicurare una connessione digitale veloce per le PMI; la detrazione di imposta è del 65% per un massimo di 20.000 euro, per gli interventi di rete... Leggi tutto
17-2-2014 19:12

Per chi si dota come impresa di connessioni in banda larga e' prevista nel decreto legge approvato dal governo Letta una detrazione fiscale fino al 65% su 20 mila euro per postazione di lavoro,se ne parla anche su Corriere della Sera.
17-2-2014 19:05

{ScaccoMatto}
Stessa cosa per me: ho verificato sommariamente e non c'è traccia di notizia simile...
17-2-2014 12:13

{ruz}
Sara' l'ora tarda, ma PDF linkato non trovo riferimenti agli sgravi fiscali (65 per cento de che?) ... ne al telelavoro nello specifico.
14-2-2014 00:08

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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