Cassandra Crossing/ Giovenale era uno scrittore scomodo, dotato di penna al vetriolo, che visse ai tempi della Roma imperiale. Scrisse aforismi incredibilmente moderni e attuali, che ancora ci riguardano.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 07-05-2026]
«Vivere in tempi interessanti», per dirla secondo la famosa maledizione cinese, ha anche il particolare effetto di far allontanare ancor di più dall'attualità i pensieri di Cassandra. Da questa posizione alienata, grazie a un paio di citazioni e ad alcune letture non esattamente attuali, sono uscite queste righe.
Decimo Giunio Giovenale visse a cavallo tra il primo e il secondo secolo e.v., conducendo una vita di cui sappiamo poco, ignorando per esempio sia la data di nascita sia quella di morte. Conosciamo però una serie di sue opere, le Satire (qui i testi completi, vi ricordate un po' di latino, vero?) che ci sono giunte grazie al lavoro di altri. Giovenale visse la parte più produttiva della sua vita come cliens di vari patronus, in un rapporto che oggi definiremmo di completo e sottomesso, ma non fantozziano, clientelismo.
Nel clima morale corrotto della società romana del suo tempo, egli considerò la satira indignata l'unica forma letteraria in grado di denunciare al meglio l'abiezione dell'umanità a lui contemporanea. Molte delle sue idee e delle sue storie sarebbero oggi probabilmente messe al rogo, da chi le esaminasse con le lenti della correttezza politica di oggi. Ma il suo lascito più prezioso, e Cassandra ne è entusiasta, è costituito da citazioni, divenute e rimaste aforismi, vendemmiate dalle sue satire. Stiamo parlando di aforismi che abbiamo ripetuto, magari senza saperlo, migliaia di volte come:
- Pane e giochi. (X, 81): Panem et circences.
- Animo equilibrato in un corpo sano. (X, 356): Mens sana in corpore sano.
- Questo voglio, così comando, che il mio volere valga da ragione. (VI, 223): Hoc volo, sic iubeo, sit pro ratione voluntas.
e l'immortale (che a Cassandra fa sempre rabbrividire):
Ma chi farà la guardia ai guardiani stessi? (VI, 347-348): Sed quis custodiet ipsos custodes?
Chi sorveglierà i sorveglianti? Sono concetti, pur vecchi di migliaia di anni, così attuali da essere moderni e perfettamente applicabili, e citati ancora oggi. Perché noi, la gente, in duemila anni per molte cose non siamo affatto cambiati; sono cambiate le cose attorno a noi, non noi. Stavolta Cassandra l'ha presa davvero alla larga, e anche i 24 indefettibili lettori saranno perplessi; ma finalmente arriveremo rapidamente al punto, che servirà sia come confessione che come ammonimento.
L'utilizzo indiscriminato e pervasivo dei social fatto dalla grandissima parte delle persone, molte delle quali anche ben informate delle conseguenze e degli effetti, e motivato con varie e talvolta fantasiose scuse, rappresenta un grande patimento per Cassandra. Non essere riuscita a incidere su questo, nemmeno minimamente, anche solo nella ristretta cerchia dei suoi familiari e conoscenti, la fa sentire una fallita. Un secondo e più grande cavallo di legno che, come il primo, sta ottenendo gli effetti previsti. Ma è peggio del primo, perché i Greci sono già usciti dalla sua pancia, girano tranquillamente per le strade e hanno assunto il controllo della popolazione; questo grazie al fatto di essersi resi indispensabili ("panem") e di farla divertire ("circenses"). Proprio come ben sapevano e facevano gli imperatori dell'epoca.
Eppure, parlando di sorveglianza, praticamente nessuno sente, se non la propria convenienza, almeno il dovere morale di sottrarsi dalla sorveglianza e di sorvegliare invece i sorveglianti. Questa, purtroppo, non è più cronaca ma storia ben consolidata. La stessa identica cosa, che in Cassandra suscita identiche emozioni, sta avvenendo con la pervasiva ed entusiastica adozione degli LLM e di altre tecniche di Intelligenza Artificiale nella vita di tutti i giorni. Adozione, anzi meglio definirla accettazione, che permea la società a tutti i livelli, malgrado le indiscutibili evidenze dei suoi intenti manipolatori e di sfruttamento, malgrado che il fatto di essere anche una guerra finanziaria planetaria la renda con certezza un vantaggio di pochissimi e uno svantaggio di tutti.
Pur essendo ben evidente che porti solo piccoli vantaggi apparenti e immediati, ed enormi e certi svantaggi nel futuro prossimo. Anche nel caso di questo nuovo e titanico cavallo di legno (e con questo son tre), oggi più che mai Cassandra si sente priva di speranza. Una voce fuori dal coro nella musica a tutto volume del nuovo paese dei balocchi. Aiutatela!
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