Secondo un rapporto del World Economic Forum, entro il 2030 molti lavori intellettuali saranno assegnati esclusivamente alle intelligenze artificiali.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-01-2025]
I prossimi anni saranno probabilmente segnati da una rinascita del luddismo, se le previsioni appena pubblicate dal World Economic Forum diventeranno realtà.
Le azienda interpellate per il Future of Jobs Report sembrano infatti del tutto intenzionate a eliminare il più possibile i propri dipendenti umani per sostituirli con la IA.
Il 41% delle aziende ha affermato che questa è la strada che intende seguire da qui al 2030, e il 77% sta programmando di riaddestrare i propri dipendenti (o almeno quelli rimasti) affinché possano lavorare meglio in collaborazione con le intelligenze artificiali.
«I progressi dell'intelligenza artificiale e delle energie rinnovabili stanno rimodellando il mercato del lavoro, determinando un aumento della domanda per molti ruoli tecnologici o specialistici e un calo per altri, come i designer grafici» ha fatto sapere il WEF in un comunicato.
Quando la tecnologia è in grado di generare immagini, testo e video in risposta alle indicazioni dell'utente, a venire eliminate sono proprio quelle posizioni occupate da chi sino a oggi generava personalmente quei contenuti; e poiché alle aziende generalmente poco importa della scarsa creatività delle IA, e del fatto che queste non possano che restituire materiale già "masticato" (e, a dire la verità, anche prono a errori), ecco che il vantaggio economico per l'azienda stessa si palesa.
In particolare, secondo il rapporto i lavori più minacciati sono quelli degli impiegati dei servizi postali, gli addetti alle buste paga e i segretari esecutivi: posizioni per le quali la "creatività" non è certo un aspetto particolarmente considerato, ma dove invece contano la rapidità e la precisione.
«È la prima volta che ci sono grafici e segretari legali appena al di fuori della top 10 delle professioni in maggior declino» afferma il rapporto, indicando ciò come un segno della «crescente capacità delle GenAI di svolgere lavori intellettuali«.
A divenire importanti sono invece quanti sanno interagire con la IA in maniera ottimale e, ancora di più, quanti sono in grado di migliorare continuamente gli strumenti di intelligenza artificiale.
Non a caso quasi il 70% delle aziende intende assumere personale che sappia progettare strumenti legati alla IA, e il 62% punta a persone che abbiano le capacità di lavorare al meglio insieme a esse.
Che tutto ciò non sia soltanto uno scenario ipotetico lo dimostrano i licenziamenti già avvenuti in diversi settori: già nel 2020, prima dell'"esplosione" delle IA, MSN aveva deciso di sostituire i redattori con un algoritmo, e di recente Dropbox e Duolingo hanno operato licenziamenti proprio perché in grado di sostituire certe posizioni con il ricorso alla IA.
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