Cassandra Crossing/ Si quota in borsa uno strano conglomerato tra SpaceX, Starlink e xAI. C'è qualcosa che sarebbe meglio sapere?
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-06-2026]

L'11 giugno iniziano le operazioni per la prima quotazione in borsa (IPO) di SpaceX, la meravigliosa azienda (in termini di risultati tecnologici e innovazione reale) messa in piedi da Elon Musk. Peccato che non sia più la SpaceX di due anni fa, e nemmeno quella dell'anno scorso. Fin dall'inizio del deployment di Starlink, infatti, quest'ultima azienda è rimasta in pancia" a SpaceX, malgrado che il settore di appartenenza, quello delle telecomunicazioni, rendesse questa mescolanza quanto meno bizzarra, se non pericolosa. Un po' come se Trenitalia controllasse Openfiber e Fibercop.
La cosa non è tuttavia completamente priva di logica commerciale, visto che Starlink è fatta di satelliti che sono tecnologie spaziali, e che i satelliti devono arrivare in orbita, cosa che rende necessari molti, molti lanci di razzi. Ma ciò che preoccupa Cassandra, che pure di finanza capisce il giusto, è la fusione tra SpaceX e xAI, un'altra delle aziende di Musk. Infatti SpaceX ha recentemente incorporato xAI (l'azienda che tra l'altro ha prodotto il famigerato Grok) con strani giochi di capitali, vedi caso proprio mentre Musk stressava il bizzarro concetto di datacenter orbitali. Su questa questione tecnica non possiamo qui spendere una parola in più, ma Cassandra ci ritornerà.
Le cose non succedono a caso e le centinaia di miliardi di dollari non sono dotati di vita propria, ma vengono mossi accuratamente da maestri scacchisti della finanza. Perché un merge tra razzi e LLM? Per i datacenter orbitali? Ma per favore! Per provare a capirci qualcosa, facciamo due calcoli della serva. Le 7 aziende più grandi quotate in borsa i cui capitali sono in parte dedicati agli LLM sono:
- Apple
- Microsoft
- Nvidia
- Alphabet
- Amazon
- Meta
- Tesla
Sommate insieme in borsa capitalizzano, vuoto per pieno, 23.000 miliardi di dollari. Ventitré trilioni di dollari. Da questo elenco mancano ancora (perché le loro IPO sono questione di giorni o mesi) OpenAI, Anthropic e xAI. La capitalizzazione complessiva di queste tre aziende, dopo le loro eventuali IPO, potrebbe cubare dai 4 ai 10 trilioni di dollari. Sono numeri che per l'uomo comune sono equivalenti ai fantastiliardi di Zio Paperone. Ma, parafrasando Nanni Moretti, «i numeri sono importanti» ed è sempre utile cercare di capirli, e in questo caso necessario.
La cosa più semplice è fare paragoni. Mentre le magnifiche 7 capitalizzano 23 trilioni di dollari, e le tre wannabe dell'IA forse altri 10, l'intero PIL degli Stati Uniti sono solo 30 trilioni. E il PIL del pianeta sono poco più di 120 trilioni. In un mondo in cui la finanza ha queste dimensioni, rispetto ai valori reali dei PIL, e in cui esistono singoli individui, nemmeno troppo mentalmente stabili, che valgono un trilione di dollari, cosa mai potrebbe andare storto? Ma non è solo un problema di rischio finanziario generalizzato. È lo stesso mondo in cui le magnifiche 7 hanno assunto il valore di 23 trilioni continuando a vendere e comprare tra di loro e con le altre wannabe dell'IA, con varie motivazioni futuribili, lo stesso trilione di dollari in una compravendita circolare che va avanti ormai da tre anni.
Gli abili scacchisti si rendono perfettamente conto che la cosa non può reggere ancora a lungo, e la quotazione in borsa è l'unico modo per spalmare questo debito su una più ampia popolazione di lupi e fessi, che poi dovrà assorbire le inevitabili perdite dovute allo scoppio della bolla, lento o veloce che sia. Per questo l'IPO di un'azienda che produce davvero qualcosa (SpaceX), gonfiata da una robusta iniezione di LLM fuffosi (xAI), è una perfetta prova generale di come far durare ancora un po' la bolla, e riuscire, per i tech-bro, a venirne fuori. Si consideri anche il fatto che solo un 3% di SpaceX verrà immesso sul mercato. È un buon modo per attenuare le conseguenze immediate se l'IPO non desse i risultati sperati.
E OpenAI, Anthropic e soci cosa fanno? Stanno a guardare, tutti d'accordo tra loro e con Musk, perché una loro quotazione seguita da un risultato non buono sarebbe troppo a rischio di far scoppiare di colpo la bolla. Quindi tutti d'accordo, viene mandato avanti chi possiede la situazione meno peggiore, per vedere che succede. Un vero e perfettamente calcolato ballon d'essai. In tutto questo resta perfettamente chiaro chi resterà comunque ricchissimo, e chi si dovrà accollare i debiti, alla fine. Forse la cosa meno peggiore per il pianeta sarebbe che il circo cominciasse a chiudere già da domani. Ma il tonfo sarà comunque tremendo.
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